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Valencia e dintorni: un’avventura di 500 km tra castelli, borghi antichi e meraviglie naturali

Vi propongo un bel giro sulle strade nei dintorni di Valencia, per lasciare la città e le sue spiagge e andare a vistare alcuni splendidi luoghi dell’entroterra. È un percorso di circa 500 km che porta tra luoghi storici e bellezze naturali inaspettate, ci vogliono quindi 2 o 3 giorni per completarlo con calma. Visiteremo castelli, borghi antichi, faremo passeggiate su sentieri di montagna ed entreremo in grotte dove scorrono lunghi fiumi sotterranei. Preparate l’attrezzatura!

Valencia: una città fondata dai Romani

Se state visitando Valencia certo avrete molto da vedere, una città così poliedrica ha molto da offrire, ma anche i suoi dintorni meritano un viaggio. Un’occasione per lasciare la confusione del centro e il caldo delle spiagge per andare alla scoperta di luoghi molto particolari.

Se siete arrivati a Valencia in aereo, certo non avrete problemi a trovare un’agenzia di noleggio auto, in aeroporto o in città. Per qualche consiglio che vi può evitare dei grattacapi, leggete la guida che vi propone «Le 12 regole per noleggiare un’auto senza sorprese».

Sulla splendida città di Valencia non mi dilungherò troppo, ma vi invito ad apprezzarne il perfetto connubio tra i luoghi storici e moderni che ospita. Fondata dai Romani nel 138 a.C., Valencia ha visto l’influenza di diverse civiltà, tra cui i Visigoti, gli Arabi e i Cristiani. Tutti hanno lasciato qualche segno più o meno evidente del loro passaggio, arricchendo il patrimonio architettonico e culturale della città.

Il centro storico è un labirinto di strade strette e piazze pittoresche, dove è piacevole perdersi. Si incontrano monumenti storici, come la Cattedrale di Valencia, che alcuni credono ospiti il leggendario Santo Graal, la Lonja de la Seda (Mercato della Seta), un capolavoro dell’architettura gotica, e il vivace Mercato Centrale, dove si trovano tutti i prodotti alimentari più tipici, in un edificio davvero caratteristico.

Una bella passeggiata nei Giardini della Turia

Alla parte storica della città si affiancano gli edifici futuristici progettati dai famosi architetti Santiago Calatrava e Félix Candela. Tra questi spicca la Città delle Arti e delle Scienze, un complesso di cupole biancheggianti di grande impatto scenografico. Nelle vicinanze non perdete una visita all’Oceanogràfic, il più grande acquario d’Europa, con un delfinario che organizza vari spettacoli nel corso della giornata. Queste esibizioni possono sembrare piacevoli da vedere, ma credo ci sia anche un po’ di tristezza nel vedere questi poveri delfini, addomesticati come animali da circo, costretti in cattività e forzati a fare salti e acrobazie per ricevere una sardina in premio.

Infine, fatevi una bella passeggiata nei Giardini della Turia che si estendono per circa 9 chilometri attraverso la città. Pensate che sono stati realizzati nel letto di un fiume che un tempo attraversava Valencia: la Turia, appunto. Dopo una serie di devastanti alluvioni, tra cui la peggiore nel 1957, il corso del fiume è stato deviato fuori dalla città, lungo canali artificiali, per prevenire future inondazioni.

Oltre ad essere un polmone verde sconfinato, i giardini del Turia ospitano anche concerti, spettacoli teatrali e altre manifestazioni culturali.

Lasciamo la città

Visitata la città, e anche le sue spiagge, possiamo ora partire per il nostro viaggio, imboccando la A3 in direzione Madrid. Da qualunque parte della città vi troviate, non vi sarà difficile collegarvi a questa arteria che dal mare porta dritti verso la capitale spagnola.

Nel primo tratto questa autostrada è trafficata, ma quando inizia ad allontanarsi dagli ultimi insediamenti produttivi vi troverete a viaggiare tra colline verdeggianti. La strada sbocca poi su un’ampia pianura, dove le coltivazioni crescono su una terra rossastra che colora il paesaggio.

Si passa nelle vicinanze delle città di Requena e Utiel, per poi proseguire verso ovest, attraversando un territorio che sembra ben poco abitato.

La A3 inizia quindi a salire nuovamente di quota e si infila tra basse montagne coperte da una fitta boscaglia. Tagliando alcuni rilievi rocciosi la strada esce dalla Comunidad Valenciana ed entra in Castiglia-La Mancia, mentre attraversa il braccio meridionale di un enorme bacino idrico: l’Embalse de Contreras.

È il momento di uscire dall’autostrada, inizialmente in direzione Cuenca, poi seguendo le indicazioni per Minglanilla/Valencia e poi per Villargordo, imboccando la N-III. Dopo circa 5 km girate a destra, verso la nostra prima tappa: La Reserva Natural de las Hoces del Cabriel.

Valencia e dintorni: un bagno nel fiume Cabriel?

Questa riserva naturale è una delle più spettacolari e importanti della Comunità Valenciana, si estende su un’area di circa 31.446 ettari ed è situata lungo il corso del fiume Cabriel che scorre tra gole e canyon spettacolari, in un ambiente naturale di straordinaria bellezza.

Qui troverete alcuni sentieri segnalati che offrono percorsi di varia difficoltà, da percorrere tra la fitta vegetazione di pini e querce, lungo le formazioni rocciose, tra gole e pareti calcaree e, magari, fare un bagno nel fiume Cabriel, nel caso l’acqua gelida non vi spaventi. Altrimenti potete solcare le sue acque in canoa, in kayak oppure semplicemente dedicarvi alla pesca.

Valencia e dintorni
La Reserva Natural de las Hoces del Cabriel

Nella riserva trovano ospitalità molti uccelli rapaci, come il grifone, l’aquila reale e il falco pellegrino. Per maggiori informazioni troverete punti divulgativi che offrono dettagli sulle caratteristiche naturali e storiche dell’area.

Il Parque Arqueológico El Molón

Tornati sulla N-III girate a destra verso Villagordo del Cabriel e una volta arrivati in paese cercate le indicazioni per Fuenterrobles/Camporrobles e imboccate la CV-474.

La strada punta dritta verso nord attraversando ampie coltivazioni che in primavera ed estate brillano per i loro colori. Non mancano poi bassi vigneti, piante da frutto e olivi.

Arrivati a Camporrobles cercate di districarvi tra le vie del paese fino a trovare i pochi cartelli che indicano la direzione per Mira, imboccando così la CV-470 che poi diventa la CM-2109. Appena fuori dal paese troverete le indicazioni sulla destra per il Parque Arqueológico El Molón.

Questa brevissima deviazione porta ad un sito di grande interesse storico e culturale che apre una finestra sulla storia antica della regione, con resti che risalgono a diverse epoche, dall’Età del Bronzo al periodo medievale.

Vedrete resti di abitazioni e fortificazioni che risalgono all’Età del Bronzo, le vestigia di una città fortificata del Periodo Iberico e le immancabili tracce della presenza Romana.

Il sito si trova inoltre su una collina, che riflette l’importanza strategica del luogo, e offre viste panoramiche sulla regione circostante. Troverete percorsi didattici che guidano attraverso i vari siti e offrono spiegazioni dettagliate sulla storia e l’archeologia del luogo.

Valencia e dintorni: una strada davvero panoramica

Proseguendo sulla CM-2109, che in alcuni tratti si fa un po’ tortuosa, la strada sembra passare all’interno dei campi coltivati e supera alcune colline dalle rocce di colore rosato. Entra infine nel piccolo paese di Mira.

Qui dovete cercare la CM-2109 e poi girare in direzione di Garballa/Landete, imboccando la CM-2200. La strada prosegue sulla cima di alcune colline, tra vasti uliveti, e con lunghi rettilinei e ampie curve sembra addentrarsi in un territorio montano semidesertico. Non incontrerete molte auto su questo percorso.

Si attraversano zone brulle, pietrose, per poi tronare tra i boschi di pini. La strada confluisce quindi nella CM-215, e qui dovete proseguire a sinistra, in direzione Fuentelespino/Cuenca. Dopo circa 27 km girate a destra sulla N-420, seguendo le indicazioni per Teruel.

Dopo altri 19 km circa girate a sinistra verso Cañigral, sulla CUV-5003. La strada si fa tortuosa, ma molto spettacolare. Passa tra colline coperte da una fitta vegetazione, per poi sfociare in stretti fondovalle, seguendo il corso di un fiume: l’Arroyo del Agua.

Salendo ancora di quota si viaggia ormai in un paesaggio tipicamente montano, mentre si entra in Aragona (la strada diventa A-2703). Dopo aver passato i borghi di Arroyofrio e Toril arriverete ad un bivio. Qui procedete a sinistra sulla A-1703 verso Terriente/Albarracín.

La strada continua con dolci saliscendi sulle colline verdeggianti, attraversando un territorio splendido. Dopo altri 20 km girate a sinistra ancora verso Albarracín e dopo pochi chilometri raggiungerete questo incantevole paese.

Albarracín: un gioiello spagnolo

Dopo aver attraversato uno stretto passaggio tra le rocce, Albarracín vi apparirà quasi all’improvviso, presentandosi subito con la sua cinta muraria, arroccato sul culmine di una collina.

Questo paese è considerato uno dei borghi più belli della Spagna e un gioiello del patrimonio storico e culturale del paese. Le sue origini risalgono all’epoca preromana, ma fu durante il periodo musulmano che il borgo ebbe un intenso sviluppo, fino a diventare un’importante enclave fortificata. L’influenza moresca sul borgo è ancora be evidente nelle stradine tortuose, nelle mura difensive e nei resti del castello.

Camminando lungo le strade di sarete circondati da case in pietra e legno dai colori caldi. Le facciate delle case sono spesso decorate con balconi in ferro battuto e dettagli in legno scolpito, tipici delle case spagnole di un tempo.

Potete camminare lungo le antiche mura e raggiungere il castello, posto proprio sulla sommità di una collina. Da qui si ammirano splendidi paesaggi sul paese e sulla valle del fiume Guadalaviar che con una delle sue anse abbraccia quasi completamente Albarracín.

Valencia e dintorni
Albarracín

Un altro edificio da non perdere è la Cattedrale del Salvador, costruita nel XVI secolo sul sito di una chiesa romanica, con il suo imponente altare ligneo. Noterete nelle sue linee il susseguirsi di elementi gotici e rinascimentali.

Uno degli eventi più importanti che si celebra in paese è la festa di San Juan, che si tiene a giugno, con processioni, musica e danze tradizionali.

Negli ultimi anni Albarracín è diventato una meta piuttosto conosciuta per il turismo, ma gli abitanti sono impegnati a mantenere l’autenticità e l’integrità del borgo, bilanciando l’afflusso di visitatori con la necessità di preservare la sua identità culturale.

Valencia e dintorni: l’acquedotto romano

Da Albarracín ci manteniamo sulla A-1512, iniziando a tornare verso la costa. Dal paese la strada è molto bella, si insinua dentro una stretta vallata, passando tra le rocce e seguendo il corso del fiume Guadalaviar.

A lato di questo tratto di strada corre anche un interessante acquedotto romano, quello di Albarracín-Gea-Cella. Non immaginatevi il consueto acquedotto che corre in posizione elevata, poggiando su archi di pietra. In questo caso è stato scavato nella roccia e quindi sono visibili delle vere e proprie gallerie ottenute con strumenti manuali. È stato realizzato nel I secolo d.C. e collega le località di Albarracín, Gea de Albarracín e Cella, estendendosi per circa 25 chilometri.

Nei pressi dell’acquedotto si trova anche un antico torrione, il Castillo de Santa Croche, un castello medievale con le prime strutture costruite intorno all’XI secolo. Vedendo la sua posizione si intuisce facilmente il ruolo strategico svolto, a guardia della vallata sottostante, in un periodo in cui si vivevano aspri conflitti tra cristiani e musulmani.

La struttura del castello è in pietra locale, con mura spesse e robuste. Le torri circolari e quadrate ai lati della struttura erano utilizzate per la sorveglianza e la difesa. Alcune di queste torri sono ancora visibili oggi, sebbene in stato di rovina.

Passeggiando tra i resti del castello sono anche visibili i locali interni, come cortili, stanze per i soldati, magazzini e alloggi per il signore feudale e la sua famiglia.

Valencia e dintorni: Teruel

Dopo aver seguito puntualmente ogni ansa del Guadalaviar la valle in cui corre la strada si fa più aperta e si sbocca su un’ampia pianura, entrando nel paese di Gea de Albarracín. Superato l’abitato, un lungo rettilineo ci porta alla congiunzione con la N-234 che in breve ci conduce alla città di Teruel.

Questa località possiede un ricco patrimonio storico e culturale. Fondata dai musulmani nell’ VIII secolo, la città conserva un’architettura medievale, che riflette il suo complesso passato.

Uno degli aspetti più distintivi di Teruel è il suo stile architettonico mudéjar, una sintesi di elementi cristiani e islamici. La Torre di El Salvador e la Cattedrale di Santa María de Mediavilla, entrambe dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, sono perfetti esempi di questo stile.

Teruel è anche famosa per la leggenda degli Amantes de Teruel, una storia romantica del XIII secolo che narra di due giovani amanti, Diego e Isabel, il cui amore tragico è commemorato ogni anno con la festa de Las Bodas de Isabel de Segura.

Le Grutas de San José

Da Teruel seguite le indicazioni per Castellón /Valencia entrando nella A-23. Questa scorrevole autostrada corre nel mezzo di una vasta pianura, girando intorno a piccoli centri abitati e sfiorando le poche colline che movimentano il paesaggio.

A circa 83 km dall’ingresso in autostrada prendete l’uscita per Algar/ Castellón, fino a raggiungere il piccol paese di La Vall d’Uixó. Una volta nei pressi del centro inizierete a vedere le indicazioni per le Grutas San José.

Le Grutas de San José ospitano un fiume sotterraneo navigabile per circa 2,5 chilometri, il che lo fa il più lungo d’Europa. Si possono visitare a piedi o in barca, passando attraverso passaggi stretti e ampie camere sotterranee. Le grotte sono ricche di stalattiti e stalagmiti che creano scenari spettacolari.

Questo luogo era conosciuto fin dai tempi preistorici, come dimostrano i ritrovamenti archeologici di resti umani e utensili di pietra.

Una volta completata la visita dovete tornare in direzione di Valencia, puntando sul comune di Sagunto, dove concluderemo il nostro itinerario visitando il suo splendido castello.

Valencia e dintorni: il castello di Sagunto

Se la città di Sagunto non ha poi molto da offrire, colpisce invece il suo imponente castello, posto in posizione rialzata rispetto all’abitato, e dichiarato Monumento Nazionale già dal 1931.

La sua lunga storia e la varietà di influenze culturali che ha subito nel corso dei secoli lo rendono un importante punto di riferimento per la comprensione della storia spagnola e mediterranea.

Le prime fortificazioni sul sito del castello risalgono all’epoca iberica, intorno al V secolo a.C. La città fu poi assediata e distrutta dalle forze cartaginesi di Annibale nel 219 a.C., evento che innescò la guerra tra Roma e Cartagine. Successivamente, i Romani ricostruirono la città, rinominandola Saguntum, e ampliarono le fortificazioni.

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Il castello di Sagunto

Durante il Medioevo, il castello fu ulteriormente ampliato e fortificato dai Visigoti e, successivamente, dagli Arabi che conquistarono la Penisola Iberica nel VIII secolo. Sotto il dominio musulmano, il castello fu ulteriormente rafforzato, fino al 1238, quando Sagunto fu riconquistata dai cristiani sotto il re Giacomo I d’Aragona.

Il castello fu nuovamente ampliato e adattato alle nuove tecniche difensive dell’epoca e anche durante la Guerra di Successione Spagnola, nel XVIII secolo, e la Guerra d’Indipendenza Spagnola contro i francesi all’inizio del XIX secolo, il castello giocò un ruolo difensivo significativo.

La visita al sito va fatta con calma per la sua ampia estensione e per poter scorgere in ogni suo angolo pezzi di storia di questa regione. Dalle mura potrete ammirare inoltre una splendida vista sulla città e, in lontananza sul mare.

Potete trovare utili informazioni per la visita al castello sul sito web della città. Se vi interessano altri itinerari in Andalusia, leggete anche l’articolo che vi porta tra suggestivi pueblos spagnoli.

Se invece volete ispirazioni per i vostri prossimi viaggi oltreoceano, potete dare uno sguardo ai libri che ho pubblicato e propongono dettagliati itinerari, da percorrere in auto, sulle strade dell’America Latina e dell’Alaska.

Franco Folino

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