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Arles, regina della Provenza: un itinerario in città e nei suoi dintorni

Credo che ci siano poche cittadine al mondo che riescono a stupirti ogni volta che giri un angolo di strada. Tra queste c’è certamente Arles, in Provenza.

Per quanto piccola, questa città è un concentrato di storia che raccoglie testimonianze di ogni epoca del passato. Dalle sue origini fino ai giorni nostri, trasportando il visitatore in un lungo viaggio nel tempo.

Camminando tra le sue strade si possono ammirare reperti storici molto ben conservati, intercalati a classici edifici in stile francese e a piccole piazzette alberate, con bar e tavolini all’aperto.

Anche i dintorni di Arles sono ricchi di sorprese e viaggiare sulle colline che la circondano, nel mezzo di una rigogliosa vegetazione, sulle dolci curve delle sue strade o sui lunghi rettilinei delimitati da file di platani, è quanto di più rilassante si possa pensare.

Arles, regina di Provenza

Arles è certamente una delle città più belle della Provenza, una regione che offre molto di più della pur splendida Costa Azzurra. Per questo vi consiglio di leggere anche un precedente articolo che propone un itinerario insolito, più montano, in questa spettacolare territorio della Francia.

Anche se questa zona fu probabilmente abitata fin dall’età del ferro, la storia di Arles inizia nel VI secolo a.C. quando i greci fondarono un centro chiamato allora Theline. Fu però con l’arrivo dei romani, nel I secolo a.C., che divenne una colonia di primaria importanza. Gran parte del suo successo si deve al fiume Rodano che la abbraccia. Un corso d’acqua navigabile che a quei tempi penetrava nel cuore della Gallia e costituiva un’importante via di comunicazione. Il suo nome allora era Arelate.

Sotto il regno di Costantino, conobbe una vigorosa crescita urbana e la sua prosperità si consacrò con la costruzione di importanti monumenti. Tra questi spicca l’Anfiteatro Romano che poteva ospitare fino a 20.000 spettatori ed è ancora oggi in ottime condizioni, tanto che ospita tutt’oggi eventi culturali e spettacoli.

Nel IV secolo, Arles divenne la capitale della provincia romana della Gallia Narbonensis e vennero costruiti altri monumenti, come il Teatro Antico e il Circo Romano.

La Arles degli artisti

Con il declino dell’Impero Romano, Arles subì le conseguenze delle invasioni barbariche e delle lotte per il potere. Passò così sotto il dominio dei Visigoti, dei Franchi e dei Burgundi, prima di diventare parte del regno di Borgogna, nel IX secolo.

Nel medioevo, Arles conobbe un periodo di rinascita economica e culturale e divenne un importante centro religioso e artistico, con la costruzione di magnifiche chiese e monasteri, come l’Abbazia di Montmajour, di cui parleremo più avanti.

Nel corso dei secoli successivi Arles si trasformò lentamente, fino a diventare un importante centro industriale, anche se con poca fortuna. Nel corso del XX secolo iniziò ad attirare artisti, scrittori e intellettuali, che tra le sue vie e i suoi paesaggi bucolici cercavano fonti di ispirazione. Tra tutti spicca la storia di Vincent van Gogh, che in città e nei suoi dintorni ha dipinto alcuni dei suoi capolavori più celebri.

Nel cuore di Arles

Arles è facilmente raggiungibile in auto dall’Italia settentrionale, ma nei suoi dintorni si trovano anche aeroporti molto ben serviti, come quelli di Marsiglia, Tolone e MontPellier. Per il noleggio dell’auto, come sempre, vi consiglio di leggere «Le 12 regole per noleggiare un’auto senza sorprese». Arrivando in città troverete ai suoi margini molti parcheggi disponibili, situati tutti a poca distanza dal centro.

Io vi consiglio di iniziare la vostra visita cercando posto nei parcheggi di piazza Lamartine. Oltre ad esserci molti posti disponibili, anche nei dintorni della piazza, potrete iniziare il vostro percorso ammirando una delle case più famose della città. Quella dipinta da Van Gogh nel suo quadro “La casa gialla” che ritrae appunto la casa dove abitava. La vedrete nella parte nord della piazza e un cartello informativo nelle sue vicinanze riporta l’immagine del quadro, così da poterlo confrontare con la stessa casa, così come appare oggi.

Dalla piazza fate quindi il vostro ingresso nel centro storico attraverso Porte de la Cavalerie, delimitata da due grandi torri. Da qui una lunga strada dritta vi porterà fino all’Anfiteatro Romano che può essere visitato anche al suo interno. Il biglietto comprende anche l’ingresso al vicino teatro antico, un ampio emiciclo dove si tenevano rappresentazioni teatrali.

Arles
Il Teatro Antico di Arles e sulla sinistra il campanile appuntito della Église Couvent des Cordeliers

Un pittore che lascia il segno: Vincent Van Gogh

Dopo aver visitato questi due monumenti, vi potete dirigere verso la splendida Place de la Republique, su cui si affacciano splendidi edifici storici, come la cattedrale di Saint-Trophime, la chiesa di Sainte-Anne e il municipio.

Dalla piazza si ha accesso anche ai Criptoportici di Arles, una serie di gallerie sotterranee situate sotto la piazza. Sono costituiti da una serie di archi a tutto sesto e volte a crociera, che formano un complesso labirintico di corridoi e stanze interconnesse. Sono anch’essi di epoca romana, costruiti durante il I secolo a.C.

Durante il Medioevo i criptoportici furono abbandonati e in parte seppelliti sotto la città. Poi nel XIX secolo che furono riscoperti durante lavori di ristrutturazione urbana.

Dalla piazza puntate poi verso un altro riferimento storico dedicato a Van Gogh: l’antico edificio che un tempo ospitava l’ospedale psichiatrico di Arles, dove il pittore fu ricoverato, e dove si tagliò l’orecchio nel dicembre del 1888, e che poi divenne soggetto di uno dei suoi quadri. Qui dipinse inoltre numerosi capolavori ispirati alla città e ai suoi dintorni, tra cui «Il caffè di notte» e «Camera da letto ad Arles».

Oggi questo edificio si chiama Espace Van Gogh ed è stato trasformato in uno spazio culturale polifunzionale. Al suo interno ospita varie attività culturali, tra cui mostre d’arte, eventi artistici e il Museo Van Gogh.

Arles
L’Espace Van Gogh, allestito nell’edificio che un tempo ospitava l’ospedale psichiatrico

Appena entrati vi troverete nel chiostro centrale dove si trova un curatissimo giardino con fiori e piante ornamentali. Anche in questo caso un cartello informativo riporta l’immagine di un quadro dipinto da Van Gogh proprio in questo luogo e che immortala lo stesso giardino in fiore.

Arles, tra le vie del centro

Dall’Espace Van Gogh spostatevi ancora verso ovest, fino a raggiungere il quartiere La Roquette, un affascinante zona della città caratterizzata da strette stradine, pittoresche piazze e case colorate, che riflettono il tipico stile provenzale.

Da qui potete infine puntare verso sud e andare a cercare un altro elemento di Arles che fu immortalato da Van Gogh: il ponte di Langlois.

Oltre a queste mete imperdibili, girando tra le stradine della città troverete molti altri scorci suggestivi su Arles e il suo fiume. Tra i vari punti panoramici vi consiglio quello situato non molto lontano dall’anfiteatro, a lato della chiesetta di Notre-Dame-de-la-Major. È un po’ sopraelevato e regala una splendida vista sui tetti della città e sulla campagna circostante.

Una volta esaurita la vostra visita in città, cosa che vi impegnerà almeno per un giorno intero, vi consiglio un breve itinerario nella campagna circostante, alla ricerca di altri riferimenti storici e di paesaggi provenzali. È il momento di salire in macchina.

L’Abbazia di Montmajour

Lasciate Arles puntando verso nord, fino ad imboccare la D17 in direzione Fontvieille. Verrete subito accolti da un lungo rettilineo delimitato da due filari di platani che si immerge nella campagna e vi porterà in breve ad un luogo molto importante: l’Abbazia di Montmajour.

Questo antico complesso monastico fu fondato nel X secolo da benedettini provenienti dall’Abbazia di Saint-Pierre di Montierneuf a Poitiers. Nel corso dei secoli, l’abbazia prosperò diventando un importante centro religioso, culturale ed economico della regione. Durante il medioevo, l’abbazia era famosa per la sua ricchezza, la sua influenza e il suo imponente complesso architettonico.

L’abbazia presenta diversi stili architettonici. Le strutture più antiche risalgono al X secolo e comprendono la chiesa dell’Abbazia, il chiostro e la torre. Nel XII secolo, furono poi aggiunti nuovi edifici romanici e gotici, tra cui la cappella di San Pietro e la sala capitolare.

Al suo interno si trovavano opere d’arte di grande bellezza e valore, tra cui affreschi, sculture e manoscritti miniati. Alcune di queste si trovano oggi in musei e collezioni private in tutto il mondo.

Dopo aver subito gli scossoni della Rivoluzione Francese, l’abbazia fu definitivamente abbandonata nel XIX secolo e cadde in rovina. Negli ultimi decenni, l’Abbazia di Montmajour è stata restaurata per preservarne il patrimonio storico e artistico, così oggi è visitabile dal pubblico. Si può passeggiare tra le sue affascinanti rovine, nel suo chiostro, e ammirare le sue opere d’arte che ne riflettono la storia millenaria.

Un acquedotto romano in Provenza

Lasciata l’abbazia fate ancora qualche chilometro in direzione di Fontvieille, fino ad arrivare al bivio con la D82A. Qui girate a destra e proseguite per circa 3 km. Vedrete sulla vostra sinistra un piccolo parcheggio dove poter lasciare l’auto. Da qui un sentiero vi porterà ad incontrare le vestigia di un antico acquedotto romano. Potete seguirlo per qualche centinaio di metri per ammirare l’eleganza e la funzionalità della sua struttura.

Questo acquedotto è conosciuto come l’Acquedotto di Barbegal ed è uno dei più rilevanti resti dell’ingegneria romana della Provenza. Fu costruito nel I secolo d.C. e la sua funzione principale era quella di fornire d’acqua le città di Arles e di Marsiglia.

Provenza
L’antico acquedotto romano di Barbegal

Una delle caratteristiche di questo impianto era la presenza di un sistema di mulini ad acqua, noto come Mulini di Barbegal, che sfruttava la forza idraulica dell’acqua per macinare il grano e alimentare altre attività. Si stima che i Mulini di Barbegal potessero produrre fino a 4,5 tonnellate di farina al giorno, rendendoli uno dei più grandi complessi industriali dell’antichità.

Nel 1982, l’Acquedotto di Barbegal e i suoi mulini furono inclusi nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

I mulini a vento

Nei dintorni non ci furono però solo mulini ad acqua. Una volta caduto in rovina il sistema idrico si passò ai più classici mulini a vento e possiamo andarne a vedere uno davvero suggestivo.

Dal parcheggio tornate indietro sulla D82A per qualche decina di metri e poi voltate a destra sulla D33, in direzione nord. Questa bella strada vi porta tra le colline rocciose della zona, tra una vegetazione comunque molto fitta. Dopo un paio di chilometri arriverete all’ingresso di un ampio parcheggio, con una zona dedicata ai camper. Lasciate qui la vostra auto e arrampicatevi sul sentiero che vedrete salire verso nord e che vi porterà rapidamente al mulino di Daudet.

Provenza
Il mulino di Daudet

Questo mulino apparteneva al mugnaio Ribes e restò in funzione fino al 1915. Oltre a vedere il suo meccanismo e le sue enormi pale vi stupirà la sua posizione privilegiata, posta sulla sommità di una collina. Da qui potrete ammirare strepitosi panorami su tutta la regione circostante.

Fontvieille

Proseguendo sulla D33 per poche centinaia di metri arriverete nel piccolo borgo di Fontvieille. Anche questo paese, per quanto piccolo, è ricco di storia. Circondato com’è da campi di lavanda, uliveti e vigneti, offre tipici scorci della campagna provenzale, con le sue case di pietra dai tetti rossi.

Oltre per il mulino di Daudet, Fontvieille è rinomata anche per la sua produzione di olio d’oliva di alta qualità. La zona è infatti punteggiata da numerosi oliveti secolari e molti produttori locali offrono degustazioni e visite guidate che permettono ai visitatori di scoprire il processo di produzione dell’olio d’oliva.

Il centro storico del paese è caratterizzato da strette stradine acciottolate, pittoresche piazze e antiche chiese, che raccontano la storia millenaria di questa piccola comunità provenzale.

Il castello di Beaucaire

Lasciate Fontvieille sulla D33, in direzione nord e dopo circa 6 km arriverete ad una rotatoria. Qui e alla successiva proseguite dritti in direzione di Tarascon/Beaucaire che raggiungerete in pochi minuti.

Tarascon e Beaucaire sono due paesi situati sulle sponde opposte del Rodano. Io vi consiglio di superare il fiume e andare a visitare il castello di Beaucaire, un interessante maniero diroccato che si trova in posizione rialzata, sulla cima di una collina. Per questo offre spettacolari vedute sul Rodano, sui due paesi e sulla campagna circostante.

Il castello di Beaucaire è un’imponente fortezza che risale al XII secolo. La sua posizione strategica, sulle rive del fiume Rodano, lo rendeva un importante punto di difesa e controllo nella regione. Nel corso dei secoli, il castello ha subito diverse modifiche e ampliamenti, riflettendo le varie fasi della sua storia e l’evoluzione dell’architettura militare.

Durante il Medioevo, il castello era una delle residenze preferite dei re di Francia, che lo utilizzavano come base per controllare la regione e proteggere i loro interessi nel sud del paese. La sua imponente struttura comprende torri imponenti, mura spesse e un cortile interno, tutti progettati per resistere agli attacchi nemici.

Fate anche due passi nella città di Beaucaire, tra le su pittoresche strade medievali e i mercati tradizionali.

l’Abbazia di Saint-Roman

Dopo aver visitato il castello e il paese, tornate sulla D986L e seguite le indicazioni per Nîmes per circa 3 km, fino ad arrivare ad una grande rotatoria. Qui prendete l’uscita per Nîmes, ma a poche decine di metri dovete girare a destra seguendo le indicazioni per l’Abbazia di Saint-Roman. Dopo circa 2 km arriverete al parcheggio del sito da dove parte una stradina di 800 metri circa che vi porterà a questa antica abbazia.

Non aspettatevi la solita abbazia in rovina, in perfetto stile gotico, con alte guglie e finestre appuntite, l’Abbazia di Saint-Roman è un sito decisamente insolito. Infatti, vi troverete difronte i resti di un antico monastero che fu direttamente scavato nella roccia di una collina nel X secolo. Sembra un enorme blocco di roccia calcarea che nel corso dei secoli è stato lavorato e adattato per dar forma ad un luogo di culto e di sepoltura. Nei suoi anfratti, tutti da esplorare, scoprirete cappelle, sale, grotte e cisterne. Tant’è, che all’ingresso del sito un cartello la definisce l’abbazia troglodita di Saint-Romain.  

Tra le varie strutture sono ben distinguibili centinaia di sepolture scavate nella roccia, che ne fanno una vera e propria necropoli. Sul terrazzo superiore restano invece visibili i resti di una fortificazione medievale.

La posizione sopraelevata di questo luogo lo rende ideale anche per ammirare un magnifico panorama sul Rodano, immersi nella bellezza naturale della Provenza.

Un finale sorprendente: Nîmes

Una volta terminata la visita a questa insolita abbazia non resta che puntare verso una meta imperdibile in zona: la città di Nîmes.

Questa affascinante città, al pari di Arles, è ricca di storia, come testimoniano i suoi numerosi monumenti. Tra questi spicca l’Anfiteatro Romano, noto come Arènes de Nîmes, una delle meglio conservate arene romane al mondo.

Vi troverete poi la famosa Maison Carrée, un tempio romano ben conservato risalente al I secolo d.C., che rappresenta uno splendido esempio di architettura romana. Tra gli altri monumenti da non perdere ci sono poi il Tempio di Diana e i resti delle antiche mura romane.

Oltre al patrimonio storico, Nîmes offre anche musei, gallerie d’arte e festival che si svolgono durante tutto l’anno. Un luogo ideale per concludere in bellezza la visita della Provenza.

Per informazioni aggiornate, visitate il sito web della città di Arles, mentre per trovare un alloggio nei paraggi, al di fuori dei soliti hotel, potete affittare un appartamento o un villino, magari con piscina. Per questo, vi può essere utile una ricerca sul sito web di Holidu che propone splendide sistemazioni ad Arles e dintorni.

Presto sarò da voi con un altro itinerario che parte da Arles e si inoltra nel Camargue, un vero paradiso per gli amanti della natura, con saline, stagni e paludi che ospitano una ricca varietà di flora e fauna, tra cui i famosi cavalli bianchi e i fenicotteri rosa.

Nel frattempo, se vi interessano altri itinerari in Francia, meno consueti, leggete anche il precedente articolo che propone un itinerario tra Dordogna e Occitania. Se invece volete ispirazioni per i vostri prossimi viaggi oltreoceano, potete dare uno sguardo ai libri che ho pubblicato e propongono dettagliati itinerari, da percorrere in auto, sulle strade dell’America Latina e dell’Alaska.

Franco Folino

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