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In Giappone, a Hokkaidō: un giro in auto sull’isola dove la natura è protagonista

Il Giappone non è un paese grandissimo, ma racchiude al suo interno numerose aree interessanti da visitare, spesso molto diverse fra loro. Natura, tradizione, storia e modernità convivono, creando un susseguirsi di ambienti tanto contrastanti quanto affascinanti.

La visita al Giappone passa attraverso luoghi di riferimento, come Tokyo, con i suoi parchi e i suoi quartieri così unici, Kyoto, disseminata di splendidi templi, Nara, la città dei cervi sacri e del Tempio Todai-ji, che ospita la più grande statua di Buddha in bronzo del mondo.

A questi luoghi affollati si alternano poi grandi spazi dove la natura prende il sopravvento, come nei pressi del famoso Monte Fuji, un vulcano che è diventato ormai l’icona del Giappone.

Oltre all’isola principale del paese, Honshū, dove sorge Tokio, verso nord si trova un’altra isola molto importante: Hokkaidō. È la più settentrionale delle cinque isole maggiori ed è famosa proprio per la sua natura incontaminata e le montagne spettacolari. Qui si trova anche il bellissimo e incontaminato Parco Nazionale di Shiretoko.

La natura ti circonda

Anche se cerchiamo sempre di portarvi a scoprire luoghi meno battuti dai percorsi turistici, un viaggio in auto in quest’isola può offrire davvero molte sorprese, in estate e in inverno.

La città più famosa di Hokkaidō e forse Sapporo, che in passato ha ospitato i giochi olimpici invernali, ma conosciuta anche per il suo Festival della Neve e per le sue specialità culinarie. Riguardo queste ultime va ricordato che in quest’isola si coltiva una varietà particolare di zucca, nota come zucca Hokkaido o zucca castagna. Ha infatti il sapore che ricorda quello della castagna e con questo ortaggio vengono preparate eccellenti zuppe. Una caratteristica peculiare di questa zucca è che anche la sua buccia è commestibile.

Giappone, Hokkaidō
La zucca fatta con la tipica zucca di Hokkaidō

La natura è però la vera protagonista in quest’isola che ospita oltre sessanta vulcani (oltre il 10% dei vulcani di tutto il mondo), tra cui il Monte Asahi, che dalla sua cima posta a 2.290 metri di altezza offre panorami mozzafiato.

Hokkaidō ospita inoltre sei parchi naturali, tra cui il Parco Nazionale di Shiretoko, che offrono una varietà di paesaggi, dalle montagne dell’interno fino alla costa.

In Giappone, a Hokkaidō: il Monte Usu, uno dei vulcani più attivi del Giappone

Situato a sud dell’isola di Hokkaido il Monte Usu ha eruttato per l’ultima volta nel 2000, con un’intensa attività piroclastica, colate di lava e fango caldo che costrinsero 16.000 residenti all’evacuazione.

In precedenza, si erano verificate eruzioni dal 1943 al 1944, quando il materiale emesso dal cratere portò alla formazione di una nuova collina, Showa Shinzan, alta oltre 400 metri. Nel 1977 un’altra eruzione si fece ben visibile con altissimi pennacchi di fumo, sparati ad oltre 10.000 metri di altezza, ed emettendo pietra pomice che cosparse una vasta aria di territorio.

Il Monte Usu non è però sempre stato attivo. Formatosi inizialmente 20.000 anni fa, rimase dormiente per migliaia di anni, consentendo alle popolazioni locali di stabilirsi in tranquillità nell’area, prima di risvegliarsi alla fine del 1600.

Oggi il Monte Usu è diventato un laboratorio per i vulcanologi, ma offre ai viaggiatori un ambiente panoramico per rilassanti bagni termali e una serie di attività all’aperto. A nord del Monte Usu si estende lo splendido lago Toya, quasi perfettamente circolare (ha un diametro di circa 10 km), formatosi circa 100.000 anni fa. Nel mezzo del lago si trova un caratteristico gruppo di isole appuntite.

Terremoti ed eruzioni che lasciano il segno

La visita in questa regione può iniziare nel centro visitatori del lago, a Toyakoonsen, e all’adiacente Museo della scienza del vulcano. Qui sono documentate la creazione del lago e della montagna, le varie eruzioni che si sono susseguite nel corso dei secoli, ma anche la fauna selvatica locale.

“La gente del posto dice che Usu non mente mai. Ci sono sempre segnali che indicano l’arrivo di un’eruzione”, spiega Rie Egawa, una guida locale.

Giappone, Hokkaidō
Il lago Toya

“Sappiamo che le eruzioni sono probabili ogni 20-50 anni, ma prima di ciascuna c’è sempre almeno un giorno di preavviso di scosse. Non oscilla a destra e a sinistra come un normale terremoto, ma su e giù: una bambola non cadrebbe, salterebbe”, continua Egawa. “Ci sono anche movimenti della crosta, come crepe nella strada, ma un’altra caratteristica è che le eruzioni non sono solo in cima alla montagna: avvengono attraverso molteplici crateri attorno alla base della montagna, mentre il magma appiccicoso cerca modi per sfondare la roccia e uscire in superficie”.

A breve distanza dal centro visitatori si trova un punto di osservazione sul cratere Kompira, per un primo assaggio di come la terra qui sia stata segnata da millenni di attività vulcanica. Questo cratere è una cicatrice creata dall’eruzione del Monte Usu nel marzo 2000. Si trova vicino alla città termale di Toyako e dispone di un percorso pedonale asfaltato che permette di avvicinarsi ai resti di molte strutture danneggiate dall’eruzione, come le case popolari e i ponti che furono spazzati via dalle colate laviche. All’interno del cratere si trovano anche pozze d’acqua, mentre sulle sue pendici ci sono spettacolari punti di osservazioni sul lago Toya, completamente circondati da una fitta vegetazione.

In Giappone, a Hokkaidō: una lunga serie di eruzioni

Circa 10.000 anni fa una frana si staccò dal Monte Usu per finire in mare, sul lato meridionale della montagna, creando una costa con baie naturali utilizzate dai primi coloni e formazioni rocciose che ospitano molluschi, granchi, e altre creature marine. Più recentemente, una serie di eruzioni nel 1910 portarono alla luce le sorgenti termali naturali di Toya, che oggi rappresentano una grande attrazione per i visitatori.

“Uno strato di diversi metri di terreno pomice ben drenante portato dalle recenti eruzioni, insieme a un rimodellamento del terreno per fungere da frangivento, ha anche portato a condizioni ideali per la coltivazione di frutti come le mele”, commenta Egawa.

“Sono nato a Toya e cresciuto qui, quindi ho sempre convissuto con il vulcano. Ricordo di essere stato evacuato anch’io, ma vivrò ancora qui finché potrò”, dice Noriko Yamanaka, un ristoratore locale. “Anche se vivessi altrove in Giappone, è comunque un paese incline ai disastri. Altre aree hanno terremoti e inondazioni. Accettiamo semplicemente di avere eruzioni. E potremo convivere con una bellissima montagna”.

Toya in inverno

Dopo aver vissuto una serie di grandi eruzioni, il Monte Usu rimane tra le aree più vulcanicamente attive del Giappone. Eppure, ciò non ha impedito a lui e al vicino Lago Toya di diventare sia un luogo popolare per le attività all’aria aperta sia un luogo dove rilassarsi nelle sorgenti termali. L’area offre attrazioni tutto l’anno, ma in inverno offre la possibilità di ammirare i paesaggi innevati di Hokkaido, senza la necessità di raggiungere le piste da sci di luoghi come il popolare Niseko, 40 km a nord.

Si possono fare splendide passeggiate con le ciaspole attorno alla base dello Showa Shinzan. Trovare ciaspole e scarponi a noleggio non è difficile, più complicato può essere affrontare le gelide temperature dell’inverno che possono essere facilmente al di sotto dei -10° C. Lungo il percorso si possono osservare le orme degli animali che frequentano questa zona, come i cervi.

Giappone, Hokkaidō
Una casa nei dintorni di Sapporo

Egawa spiega poche semplici regole per camminare con le ciaspole: cammina normalmente ma senza alzare troppo i piedi, girati invece di fare retromarcia e tieni i piedi leggermente rivolti verso l’esterno, per non inciampare sulle tue ciaspole.

Ci sono anche storie umane da raccontare mentre camminiamo nella neve, come quella del direttore delle poste locali Masao Mimatsu, che documentò meticolosamente l’ascesa dello Showa Shinzan durante le eruzioni del 1943-44, fornendo dati e diagrammi preziosi che hanno contribuito a modellare la vulcanologia giapponese.

In Giappone, a Hokkaidō: la funivia del Monte Usu

Dopo le ciaspolate si può puntare sulla cima del Monte Usu che è facilmente raggiungibile con una comoda funivia che porta fino ai 733 metri della sua vetta.  Qui si può fare trekking su una passerella attorno al bordo esterno di Usu o semplicemente prendere un caffè e godersi il panorama. Magari sferzati dal vento gelido che soffia, affascinati dalle ampie vedute del Lago Toya e di Showa Shinzan. Si può camminare anche fino al cratere Ginnuma, il più grande dei crateri che si sono formati durante le eruzioni di Usu del 1977.

In un’area che è stata più volte rimodellata dalle eruzioni, il Ginnuma rappresenta senza dubbio la trasformazione più evidente. Dal brullo cratere si alzano minacciosi ciuffi di fumo.

Le sorgenti termali di Toya

Oltre alle ciaspolate, Toya in inverno offre molte altre attività. Si può fare una gita in barca sul Lago o provare un po’ di rafting sulla neve o fare qualche discesa con lo slittino allo Snow Park.

Molti degli hotel di Toya hanno i propri bagni con acque ricche di minerali, alcuni all’aperto con vista delle montagne, alcuni sono accessibili anche ai non ospiti.

Sparsi per la città ci sono poi altri bagni meno formali, ognuno dei quali si dice abbia le sue proprietà benefiche, comuni quelle della maggior parte delle sorgenti termali del Giappone. Tra queste vi sono la capacità di lenire dolori o alleviare la stanchezza. Le acque di Toya sembrano però avere anche altre proprietà, meno scientifiche: si dice che lavarsi le mani con queste acque favorisca un matrimonio felice. Di certo ti riscaldano dopo una giornata trascorsa sulla neve.

In Giappone, a Hokkaidō: un itinerario tra le montagne e il mare

Una strada percorre tutto il perimetro del lago Toya con un susseguirsi di punti panoramici su questo ampio specchio d’acqua. Nella parte settentrionale del lago, nei pressi di Toyamachi, potete imboccare la 230, puntando verso nord, verso la città di Kutcha. Nell’ultimo tratto aggirerete un altro splendido vulcano, molto simile al monte Fuji, con la sua cima spesso innevata: il monte Yōtei.

Da qui potete puntare verso la costa, verso Otaru, per un radicale cambio di paesaggi, e poi tornare nuovamente verso l’interno, fino a raggiungere Sapporo.

Giappone, Hokkaidō
Una strada di Hokkaidō

Da questa città puntate poi verso est, fino a raggiungere Kamishihoro e da qui salite verso nord lungo la 273 attraversando la natura selvaggia del parco nazionale di Daisetsuzan. Vi attendono fitte foreste, vulcani e laghi di montagna.

Alla congiunzione della 273 con la 39 imboccate quest’ultima in direzione Rubeshibe, fino a raggiungere Bihoro. Da qui imboccate la 334 che vi porterà sul parco nazionale più importante di Hokkaidō, quello di Shiretoko. La strada è meravigliosa e offre molti punti panoramici sulla costa, mentre nell’attraversamento dell’interno si fa tortuosa e sale di quota, fino a raggiungere il passo di Shiretoko. Imboccate quindi la 335 fin quasi a raggiungere Shibetsu, ma qualche chilometro prima della città girate a destra sulla 244, per tornare a Bihoro.

Una volta raggiunta Bihoro puntate in direzione sud sulla 243, fino a raggiungere il parco nazionale di Akan. Qui potrete costeggiare il bellissimo lago Kussharo e il lago Mashū, anch’essi due enormi crateri ormai trasformati in bacini dalle acque blu.

Arrivati a Teshikaga scendete verso la costa, a Kushiro, attraversando un altro parco nazionale, quello di Kushiro-shitsugen. Da qui potete seguire lo splendido litorale, circondato da foreste, visitare alcuni paesini di pescatori e arrivare infine alla città portuale di Tomakomai. Da qui potete rientrare a Sapporo attraversando il Parco nazionale di Shikotsu-Toya e costeggiando lo splendido lago Shikotsu, su un percorso di circa 74 km.

Per viaggiare in Giappone senza rischiare di fare figuracce, leggete il nostro precedente articolo sulle regole da rispettare quando si visita questo paese.

Se vi interessano suggerimenti per i vostri prossimi itinerari oltreoceano, potete dare uno sguardo ad alcuni libri che propongono dettagliati itinerari, da percorrere in auto, sulle strade dell’America Latina e dell’Alaska.

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