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Le isole Lofoten, in auto: viaggio alla scoperta dell’arcipelago norvegese

Può sembrare strano parlare di un viaggio in auto che si svolge in un arcipelago di isole, dove sembrerebbe più appropriato utilizzare una barca, ma è proprio quello che faremo. Le isole Lofoten, in Norvegia, sono infatti molto ben collegate fra loro da una serie di ponti e gallerie che consentono di visitarle in ogni angolo anche in auto o in moto. Tant’è che completeremo il nostro viaggio senza salire in alcun traghetto.

Questo pittoresco arcipelago si trova all’interno del Circolo Polare Artico e per questo l’itinerario che vi propongo va percorso preferibilmente nei mesi estivi, quando il clima è migliore, ci sono più ore di luce e non si rischia di trovare strade impraticabili.

Una tradizione molto rispettata

Le Lofoten sono famose per i paesaggi spettacolari, i pittoreschi villaggi di pescatori e i fiordi che si sono formati nella costa frastagliata. Le isole, sette in totale, sono accostate una all’altra, in una catena che si estende nel mar di Norvegia. Anche se sono così vicine, ogni isola ha comunque la sua personalità, il suo fascino. Tutte sono caratterizzate da imponenti montagne le cui pendici terminano ripide verso il mare, in un contrasto tra il verde della vegetazione e il blu intenso dell’acqua. Un verde che nella stagione fredda si trasforma nel bianco della neve e del ghiaccio.

L’altra caratteristica distintiva delle Lofoten sono i villaggi dei pescatori, con le case in legno colorato, solitamente rosse e gialle, uniformemente distribuite nell’entroterra e lungo la costa. Con la crescita del turismo queste abitazioni sono state opportunamente convertite da case dei pescatori ad alloggi per turisti e, anche se a volte possono essere piuttosto costose, permettono di assaporare in tutta tranquillità e autonomia la natura incontaminata di questi luoghi.

Passeggiando tra le case dei piccoli villaggi che si incontrano lungo il percorso potrete immergervi nel clima e nella storia marittima degli abitanti delle Lofoten. Una tradizione molto rispettata e che si fonde in modo equilibrato con la dilagante modernità.

Per raggiungere le Lofoten potete arrivare nel vicino aeroporto di Narvik/Harstad o all’aeroporto di Bodø, entrambi collegati con voli che fanno scalo nella capitale, Oslo. In alternativa potete inserire questo itinerario nel contesto di un viaggio più lungo in auto. Le Lofoten distano circa 1.500 km da Oslo.

Le isole Lofoten: gite in barca e sentieri panoramici

Oltre che ammirare gli spettacolari panorami dell’arcipelago, le Lofoten permettono anche di praticare molte attività all’aria aperta. Nei mesi estivi si possono percorrere i numerosi sentieri che conducono a punti panoramici e spiagge tranquille. In questo periodo dell’anno vi godrete giornate interminabili, che culminano con il sole di mezzanotte.

La pesca rimane una parte vitale della vita alle Lofoten e potrete partecipare attivamente a battute di pesca, sperimentando i metodi più tradizionali del luogo. In alternativa, per i più pigri, si può far tappa nei piccoli ristoranti che si trovano lungo la costa e assaggiare il pescato direttamente sul piatto. Non sorprendetevi se incontrerete anche spiagge bianche con acque cristalline, in stile caraibico, che invitano al bagno. Una gita in barca è comunque imperdibile e vi permetterà di ammirare i fiordi dal mare.

Se siete pronti a sfidare il freddo e le giornate con poche ore di luce, in inverno vi potrete dedicare agli sport invernali e, con un po’ di fortuna, godervi lo spettacolo dell’aurora boreale.

Per approfondire la conoscenza sulle Lofoten potete visitare il museo di Kabelvåg che offre uno sguardo sulla storia dell’arcipelago. Sparse qua e là nei villaggi troverete anche gallerie d’arte e laboratori artigiani che rappresentano in pieno lo spirito di questa comunità.

Il video qui sotto vi fornirà un’idea più precisa dell’atmosfera che si respira alle Lofoten.

Traghetti e agenzie di autonoleggio

Veniamo al nostro itinerario. Il punto di partenza è Bjerkvik, piccola cittadina posta all’incrocio di due importanti vie di comunicazione: la E10 e la E6. Dopo circa 335 km concluderemo il nostro viaggio nel paese con il nome più corto del mondo, formato da una sola lettera: Å.

Se invece preferite combinare questo itinerario con un altro percorso in Norvegia, potete anche utilizzare comodi ferry. A sud, i traghetti operano sulla tratta Bodø – Moskenes, Svolvær – Skutvik e Bognes – Lødingen. A nord un traghetto collega Melbu a Fiskebøl.

Potete arrivare alle Lofoten anche con la famosa nave postale, l’Hurtigruten, che di fiordo in fiordo arriva anche da queste parti.

Sia all’aeroporto di Narvik/Harstad o all’aeroporto di Bodø troverete gli uffici delle maggiori compagnie di autonoleggio. Come sempre, per guidarvi nel noleggio dell’auto vi consiglio di leggere l’articolo «Le 12 regole per noleggiare un’auto senza sorprese».

Se invece di soggiornare negli hotel preferite affittare una tipica casetta dei pescatori, potete fare una ricerca sul sito web di Holidu che propone splendide sistemazioni in riva al mare, nelle insenature dei fiordi. L’itinerario che vi propongo non è molto lungo e quindi se trovate una sistemazione a circa metà percorso potrete esplorare questa zona con tutta calma.

Le isole Lofoten: dalla costa ai boschi

Partiamo quindi da Bjerkvik, piccola cittadina posta a circa 1.400 km da Oslo. Da qui imboccate la E10 lungo il mare, in direzione di Å. Dopo circa una quarantina di chilometri si arriva nei pressi dell’aeroporto di Narvik/Harstad e da qui in breve si passa accanto al paese di Evenskjer, per poi salire sul primo alto e lungo ponte che supera un ampio braccio di mare.

Giunti sulla sponda opposta, alla rotonda, rimanete sulla E10, in direzione Å/Sortland. Da qui la strada scende lungo una ampia insenatura, delimitata da un territorio collinare. Lungo il percorso, che segue da vicino il profilo della costa, troverete diverse spiaggette, ottime per una sosta rilassante al sole.

Le isole Lofoten

Sempre delimitata da una fitta e rigogliosa vegetazione (nei mesi estivi), la strada prosegue risalendo un piccolo fiordo e poi punta decisamente verso sud, sempre procedendo a breve distanza dalle acque del mare.

A circa 110 km da Bjerkvik troverete un altro bivio. Qui dovete girare a destra, in direzione Å i Lofoten/Sortland, mantenendovi sulla E10. La strada lascia quindi la costa e si avventura tra i fitti boschi che ricoprono l’interno di questa regione.

Dopo essere sbucati dal verde e aver costeggiato un piccolo fiordo si arriva a Gullesfjord, sede della riserva naturale di Gullesfjordbotn, un’area umida posta al limite meridionale dell’omonima insenatura.

Un panorama in stile montano

Alla rotatoria di Gullesfjord mantenetevi sulla E10 e dopo aver attraversato una stretta vallata vi infilerete in una lunga galleria. Usciti da tunnel vi aspetta un lungo ponte con uno splendido panorama su entrambi i lati, ma purtroppo senza piazzole di sosta. A metà del suo percorso si appoggia sulla verdeggiante isoletta di Husjordoya.

Dopo circa 14 km si arriva alle porte delle Lofoten, indicate da un piccolo cartello marrone. Appena superato un altro lungo ponte si giunge sulla prima isola dell’arcipelago che visiteremo.

A circa 5 km dal ponte vi consiglio una brevissima deviazione lungo una stretta strada sterrata che vi porta sulle rive del mare, tra case colorate e spiaggette dalle acque caraibiche. Per imboccarla, girate a destra seguendo le indicazioni per Myrland.

La stradina si ricongiunge presto alla E10, poco prima di infilarsi in un paio di gallerie e in un lungo tunnel sottomarino che ci sbocca lungo le rive di un altro lungo fiordo. Qui le montagne si fanno rocciose e alte e il panorama potrebbe essere quello tipico della montagna, con un bel lago posto sul fondo di una vallata.

Le isole Lofoten: le case colorate di Svolvær

La strada punta quindi verso sud, fino a raggiungere l’Austnesfjorden, un enorme fiordo che spacca le Lofoten in direzione nord-sud. A circa 18 km dallo sbocco del tunnel fermatevi sulla terrazza panoramica che si affaccia sul fiordo. Per raggiungerla si deve fare una brevissima deviazione, indicata da un piccolo cartello.

Lo spettacolo è grandioso. Si è circondati da alte montagne poste ai piedi del mare, le cui cime restano innevate per molti mesi all’anno. Verso nord vedrete incastonata in questo paesaggio alpino una chiesetta posta sull’isolotto di Sildpollneset.

Scendendo verso sud si arriva al pittoresco paesino costiero di Svolvær, dove potrete sbizzarrirvi a fotografare le tipiche case colorate che sono distribuite lungo il porto.

Dopo 6 km circa si arriva a Kabelvåg dove si può visitare il piccolo ma interessante acquario che offre un panorama sulle creature marine di questa regione.

Le isole Lofoten
La spiaggia di Rørvik

Dopo aver attraversato qualche piccola valle dell’interno, la strada sbocca proprio difronte alla spettacolare spiaggia di Rørvikstranda, dalla sabbia bianca e incastonata tra alte montagne. Qui il colore chiaro dell’acqua è veramente invitante, ma la temperatura di queste latitudini richiede un certo coraggio per affrontare il bagno.

Prima di riposare in spiaggia vale però certamente la pena di fare una breve deviazione verso un caratteristico villaggio costiero: Henningsvaer. Vedrete il bivio sulla sinistra, poco prima di arrivare alla spiaggia.

Il campo da calcio più famoso del mondo

Henningsvaer è un pittoresco paese di pescatori distribuito su diverse piccole isole che ospita poche centinaia di abitanti. È conosciuto per la sua architettura tradizionale con le case dai colori vivaci e per la sua caratteristica chiesetta.

Il campo da calcio del villaggio è divenuto famoso per la sua posizione pittoresca, costruito come su uno stretto istmo in mezzo al mare, tra i tralicci di legno dove si fa essiccare il merluzzo pescato nei dintorni. Si è così guadagnato l’apparizione in numerosi spot pubblicitari.

Le isole Lofoten
Il campo da calcio di Henningsvaer e sullo sfondo il paese, distribuito in diverse isole

Tornati a Rørvikstranda riprendete la E10 e poco più avanti vedrete altre belle spiagge dal mare turchese, inserite in una sorta di laguna dal basso fondale.

Dopo aver superato il lungo ponte di Gimsoystraumen potete fare un’altra breve deviazione verso nord, imboccando lo svincolo sulla sinistra per Barstrand. Dopo circa 8 km arriverete ad un’altra bella spiaggia: Gimsøysand.

Per riconnettervi con la E10 potete tornare verso sud attraverso la 861 che si imbocca proprio difronte alla bella spiaggia di Vinje. Una volta rientrati sul percorso principale supererete l’ennesimo ponte e dopo circa 5 km potete fare una sosta nella zona di Gårdsvatnet. In questa zona umida, posta sul lato nord-occidentale dell’isola di Vestvågøy, avrete modo di osservare numerose specie di uccelli. Per facilitare il compito sono state installate alcune torri di osservazione dotate di pannelli informativi. Hanno anche lo scopo di limitare la libertà dei visitatori, per non disturbare gli uccelli, in particolare durante la stagione della nidificazione.

Un’antica postazione radar

Dopo altri 15 km circa arriverete al passo di Torvdalshalsen, qui vi aspetta, raggiungibile con una breve deviazione, una bella terrazza panoramica dotata di panche in legno e con pannelli informativi sulla zona. Non immaginatevi un vero passo di montagna, in altitudine, siamo solo a poche decine di metri sul livello del mare.

Dopo aver percorso circa 2 km ci aspetta un’altra deviazione. Girando a destra in Hovdveien, e poi in Eggumsveien, e seguendo la strada per circa 11 km, si arriverà in un’altra zona con graziose spiaggette e ad un riferimento storico posto in un luogo molto suggestivo. Si tratta delle rovine di un’antica postazione radar costruita dai tedeschi tra il 43 e il 44, per sorvegliare il traffico navale diretto alla penisola di Murmansk, in Russia.

Le isole Lofoten

Anche se non c’è poi molto da vedere, con pochi artifici in stile moderno il sito è stato reso molto bello e consente di ammirare splendidi paesaggi, con lo sguardo che può spaziare verso nord, verso il mare aperto.

Per tornare sulla E10 non si può che ripercorrere la strada a ritroso. Appena dopo un chilometro si può fare un’altra tappa interessante, al museo vichingo delle Lofoten. Oltre a vedere la «longhouse» più lunga del mondo avrete modo di avvicinarvi al tipico stile di vita dei Vichinghi che vi porterà indietro nel tempo.

I vichinghi in Norvegia

I Vichinghi erano un popolo di guerrieri, commercianti e contadini che vissero nei paesi nordici tra l’800 e il 1050 d.C. circa. Intrapresero spedizioni verso molte zone d’Europa e oltre, per commerciare e fondare nuovi insediamenti, ma anche per conquistare nuovi territori e saccheggiare i malcapitati. I vichinghi furono anche i primi europei a raggiungere la Groenlandia e il Nord America.

In Norvegia, l’eredità dei Vichinghi è forte, con tanti affascinanti reperti storici, musei e villaggi viventi distribuiti in tutto il paese.

Lasciato il museo e attraversata un tatto dell’entroterra de si arriva alla cittadina di Leknes, affacciata su un ampio e frastagliato fiordo. È il centro urbano più popoloso delle Isole Lofoten ed è famosa per le sue spiagge di sabbia bianca e le acque cristalline, tra cui Haukland Beach e Uttakleiv Beach.

Da qui partono escursioni in barca e in kayak e si possono trovare numerose opzioni di alloggio, tra cui hotel, case vacanza e campeggi. Il Lofoten Seafood Center è un’attrazione popolare, dove i visitatori possono imparare di più sulla pesca locale e gustare deliziosi piatti a base di pesce.

Le isole Lofoten: Hamnøy, Reine e Moskenes

Lasciata Leknes, dopo circa 7 km si arriva ad un altro piazzale panoramico attrezzato: l’area di sosta di Skreda. Da qui potrete godervi la vista spettacolare sul fiordo verso Gravdal, Offersøystraumen, Nappstraumen e verso le montagne a sud. Troverete tavoli colorati e panche, ideali per un picnic.

Da qui un lungo ponte ci porta sull’isola di Flakstadøya, dove troverete altre splendide spiagge nei pressi di Ramberg e Skagsanden. La prima in particolare e davvero spettacolare. È molto ampia, con la sabbia bianca e l’acqua turchese. Non fosse per il freddo e le montagne che la circondano, sembrerebbe proprio di stare ai tropici.

Le isole Lofoten
Il paesino di Hamnøy

Da qui seguite la E10 per altri 19 km e arriverete ad un punto panoramico rialzato. Superato un lungo tunnel potete perdervi tra le casette colorate di Hamnøy e Reine, per poi raggiungere Moskenes. Questo paese è uno snodo cruciale per le Lofoten, perché vi arrivano i traghetti che lo collegano a Bodø, sulla Norvegia continentale. A volte si formano lunghe file di auto in attesa di imbarco, ma nel terminal troverete una sala d’attesa e servizi igienici.

Un museo dedicato allo stoccafisso

Gli ultimi cinque chilometri del nostro itinerario vi porteranno alla sua conclusione, ad Å i Lofoten. Questo piccolo villaggio si trova sull’isola di Moskenesøya, verso l’estremità meridionale dell’arcipelago delle Lofoten. Il suo brevissimo nome significa «ruscello». Qui vivono solo un centinaio di persone e fino agli anni ’90 era solamente un piccolo villaggio di pescatori, specializzato nella produzione di stoccafisso (in paese potete trovare un museo dedicato a questo pesce essiccato), ma successivamente il turismo ha preso il sopravvento come principale attività economica.

Il villaggio è circondato da montagne e mare e anche qui troverete le tipiche case colorate. Potete anche esplorare i sentieri della zona o di avventurarvi in mare, in barca o in kayak. Qui troverete diversi alloggi, ma per quanto riguarda i ristoranti la scelta non è molta.

La E10 termina qui e così il nostro viaggio. Per informazioni sull’arcipelago delle Lofoten visitate il sito web di Visit Norway.

Se vi interessano altri itinerari nordici, leggete anche la serie di articoli sulla Cornovaglia o quello sulla Scozia. Se invece volete ispirazioni per i vostri prossimi viaggi oltreoceano, potete dare uno sguardo ai libri che ho pubblicato e propongono dettagliati itinerari, da percorrere in auto, sulle strade dell’America Latina e dell’Alaska.

Franco Folino

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