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Conil de la Frontera: in Spagna, tra storia e natura, un paradiso tutto da scoprire

L’Andalusia è una regione della Spagna ricca di piccoli paesi dalle case bianche, ma Conil de la Frontera ha un fascino tutto suo. Un fascino legato alle sue ampie spiagge, alle piccole calette dalla sabbia rossa che si alternano lungo la costa, alle sue sconfinate pinete che la abbracciano. Il tutto proteso verso le infinite acque blu cobalto dell’oceano.

A completare il quadro, troviamo i molti riferimenti storici legati al suo passato, alla dominazione moresca e alla riconquista spagnola, nonché l’antica tradizione della pesca al tonno, che nelle sue migrazioni passa proprio da queste parti.

Conil de la Frontera: sulla costa oceanica della Spagna

In questa occasione non vi descrivo un itinerario da percorrere con la vostra auto, ma semplicemente un bel paesino che merita certamente il viaggio e anche un bel soggiorno prolungato. Potete poi consultare altri articoli di Guidare nel Mondo per abbinare percorsi suggestivi sulle strade dell’Andalusia, come quello che vi porta tra i suoi castelli moreschi o a Tarifa e Baelo Claudia.

Per raggiungere Conil de la Frontera, situata nella provincia di Cadice, avete a disposizione tre aeroporti di riferimento: Malaga, Siviglia e Jerez de la Frontera. Il primo è certamente il più servito, con molti voli diretti dall’Italia, e dista circa 200 km, mentre quello di Siviglia (160 km) ha meno collegamenti. L’aeroporto di Jerez sarebbe il più vicino (73 km), ma purtroppo non è entrato nel giro degli scali preferiti dalle low-cost e così ci si può arrivare generalmente con Iberia, facendo scalo a Madrid.

In tutti questi aeroporti sono presenti molte agenzie di noleggio auto e quindi avrete di che scegliere. Come al solito vi ricordo di consultare l’articolo “Le 12 regole per noleggiare un’auto senza sorprese” per un noleggio senza imprevisti.

La storia di Conil de la Frontera

La storia di Conil de la Frontera si ritrova tra i resti degli insediamenti umani che risalgono all’epoca fenicia, seguiti da influenze cartaginesi e romane. Il suo carattere si forma però durante il periodo dell’occupazione moresca, che ha lasciato una forte impronta sull’architettura, sulla cultura e sulle tradizioni.

Conil de la Frontera
La Torre de Guzmán

Conil fu una delle ultime città liberate dalla presenza araba e successivamente rimase comunque un luogo di confine, con l’oceano a separare i regni cristiano e musulmano. Un confine non abbastanza solido, visto che nei secoli successivi la città cambiò più volte di mano tra le due genti, fino a quando, nel XV secolo si arrivò la conquista cristiana definitiva.

Da quel momento Conil de la Frontera inizia un forte sviluppo, come un importante centro economico. Divenne un importante porto di pesca, mentre l’agricoltura si estese rapidamente in tutta questa regione.

La pace non era però ancora assicurata, a causa delle frequenti incursioni dei pirati. Per proteggersi da questi continui attacchi venne quindi creata una serie di torri di osservazione lungo la costa per avvistare per tempo le navi degli assalitori. Potete vedere una di queste torri, la Torre de Guzmán, proprio nel centro di Conil, non lontano dal mare.

La dinastia dei Guzman

La Guzman fu una famiglia nobile di grande importanza per la storia della Spagna, che contribuì ad influenzare significativamente gli affari politici e sociali di questo paese. La loro influenza si estese per diversi secoli, particolarmente durante il periodo medievale e il Rinascimento.

Il fondatore della dinastia fu Alvaro Perez de Guzman, nato nel XIII secolo, un combattente che svolse un ruolo chiave nella riconquista cristiana della Spagna. Uno dei membri più noti della famiglia fu però Alonso Pérez de Guzmán, noto come Guzmán el Bueno, i cui busti in marmo si possono trovare ovunque in Andalusia. Si distinse per il suo coraggio in particolare nella difesa di Tarifa, durante un assedio arabo nel XIV secolo.

Successivamente, i Guzman raggiunsero l’apice della loro potenza con Enrique Pérez de Guzmán e di suo figlio Juan Alonso de Guzmán, che divenne il primo duca di Medina Sidonia nel XV secolo. Quest’ultimo fu una figura di grande rilievo durante il regno dei Re Cattolici, Ferdinando II di Aragona e Isabella I di Castiglia.

La famiglia Guzman mantenne la sua posizione di prestigio attraverso matrimoni strategici e alleanze politiche. Tuttavia, nel corso del tempo, alcune divergenze interne e varie vicissitudini politiche portarono a una diminuzione della loro influenza dal ‘600.

Conil de la Frontera: tra le vie del centro

Sempre in centro potete perdervi nel labirinto dei suoi stretti vicoli lastricati, tra le case bianche dai tetti in terracotta e le pittoresche piazzette. Ammirerete i caratteristici balconi in ferro battuto, i colorati vasi di gerani attaccati alle pareti delle case, le maioliche colorate che rivestono pavimenti e pareti delle abitazioni. Vi colpiranno i cortili interni delle case, che si possono intravedere dalle porte socchiuse, luoghi segreti, inaccessibili, ricchi di fascino orientale.

Conil de la Frontera
Il centro storico di Conil de la Frontera e sullo sfondo l’antica porta della città

Oltre alla Torre de Guzmán potete visitare la chiesa parrocchiale di Santa Catalina, risalente al XV secolo, un gioiello architettonico intriso di storia. Nella sua costruzione si intravvedono gli influssi moreschi e cristiani. La sua facciata gotica-mudéjar è arricchita da dettagli intricati, mentre all’interno spiccano gli altari barocchi e le opere d’arte sacra.

Un altro riferimento storico importante di Conil è l’antica porta della città, i resti di un antico arco in pietra che segna la soglia del centro storico. Costruito nel XVII secolo, in stile barocco-moresco e decorato con dettagli elaborati, rappresenta un’antica via di accesso tra le mura della città.

La pesca del tonno: l’almadraba

Lasciati i luoghi storici potete passeggiare tra le sue botteghe artigianali, i mercati tradizionali e i numerosi caffè e ristoranti che offrono l’autentica cucina andalusa. Soprattutto, troverete i piatti tipici cucinati con il tonno, che da queste parti è il protagonista indiscusso delle tavole. Viene cucinato in molti modi, oppure servito in succulente tartare. Non meravigliatevi se il cameriere vi presenta un disegno con il profilo del tonno, dove scegliere la parte del pesce che volete mangiare. Così come per i bovini, esistono tagli differenti, ognuna con le proprie caratteristiche organolettiche.

Vedrete riferimenti all’almadraba, una tradizionale tecnica di pesca utilizzata nella costa atlantica e mediterranea della Spagna. Questo antico metodo sfrutta le migrazioni del tonno rosso, canalizzandolo attraverso labirinti di reti in una sorta di corridoio sottomarino. Una volta intrappolato, il tonno viene sollevato a bordo delle barche. Questa pratica è un’arte tramandata da generazioni e caratterizza la cultura marinara delle comunità costiere spagnole.

Tra i vari ristoranti vi segnalo La Fontanilla (Avenida de la Playa), situato alle spalle dell’omonima spiaggia, e El Roqueo (Calle El Roqueo), posto su un promontorio che domina la stessa spiaggia. In entrambi è indispensabile prenotare per tempo, soprattutto in alta stagione.

Conil de la Frontera: playa de los bateles

Dopo aver visitato il centro storico e apprezzato i suoi ristoranti il nostro viaggio a Conil de la Frontera prosegue sulle sue spiagge. Non avrete che l’imbarazzo della scelta.

Conil de la Frontera
L’ampia spiaggia de los bateles che separa Conil de la Frontera dall’oceano. Il vasto tratto di sabbia umida, più scura, riflette l’ampia escursione della marea.

Proprio difronte alla città si trova la spiaggia principale: playa de los bateles. Non è solo molto lunga, ma anche molto ampia, in particolare nelle fasi di bassa marea, quando la distanza tra il lungomare e le onde è di alcune centinaia di metri.  Qui potete fare splendide passeggiate godendovi il sole, il profilo del bianco borgo di Conil e la costa. Oppure potete fare un bagno sfidando le onde dell’oceano, immergendovi nell’acqua che non è mai troppo gelida. Piuttosto, il vostro nemico principale potrebbe essere il vento, che qui soffia sempre in modo generoso, acquistando velocità mentre arriva dall’oceano e si infila nello stretto di Gibilterra, tra le due “Colonne d’Ercole”.

Se il vento può essere fastidioso per i bagnanti è invece la gioia per i surfisti che trovano su queste rive onde discrete da cavalcare, e ancor più per chi pratica kitesurf, che oltre alle onde sfrutta il vento per impennarsi in acrobatiche rivoluzioni.

Le rosse scogliere di Conil de la Frontera

Oltre alla playa de los bateles e al suo prolungamento nella spiaggia della Fontanilla, esistono però altre spiaggette straordinarie, imperdibili.

Una passerella parte dal faro di Cabo Roche e porta verso le calette lungo la costa

Per raggiungerle dovete prendere l’auto e seguire la strada fino al faro di Cabo Roche. Vedrete come la strada sale rapidamente, seguendo il profilo della costa, attraversando splendide boscaglie di pini marittimi. Questo innalzamento della costa, di circa una cinquantina di metri, fa sì che la spiaggia lasci il posto ad alte scogliere.

Fermatevi sul piazzale del faro per ammirare la vista dall’alto sul porto di Conil, le sue spiagge e la costa. Proseguite poi verso nord per poche centinaia di metri e inizierete a trovare vari parcheggi per l’auto. Andando poi a piedi verso il mare potrete visitare un una delle spettacolari calette che si alternano in questo tratto di costa.

Il solo passeggiare verso la scogliera è fantastico. Passerete tra rigogliosi cespugli di macchia mediterranea e vi stupirà il colore della terra, rossastra, ben differente dalla sabbia dorata che abbiamo lasciato.

Una costa tanto bella quanto fragile

Una volta arrivati sul bordo della scogliera troverete delle ripide scale in pietra che portano alla spiaggia sottostante. Scendendo lungo i gradini si passa a ridosso della scogliera e oltre ad essere abbagliati dal suo caratteristico colore vi colpiranno i sedimenti incastonati tra la roccia. Vedrete resti di conchiglie che in un lontano passato si trovavano sul fondo del mare e si sono poi fossilizzate in enormi aggregati. Vi colpirà anche la fragilità di questa roccia, sostanzialmente arenaria, testimoniata dai grossi massi che si sono staccati dalle scogliere e hanno raggiunto la spiaggia sottostante.

Conil de la Frontera
Una delle calette a picco sulla costa che si possono raggiungere scendendo scale in pietra

Una fragilità messa a dura prova dalle impetuose onde dell’oceano e dai venti sferzanti che battono questo tratto di litorale.

Una volta arrivati sulla spiaggia vi godrete lo straordinario spettacolo della sabbia rossastra che contrasta con il blu intenso dell’oceano. Le spiaggette di questa zona non sono però molto grandi e quindi in estate può essere difficile trovare un posto dove sedersi, ma una visita a queste meraviglie della natura è assolutamente imperdibile.

Conil de la Frontera
Un cimitero di ancore nei pressi del porto di Conil de la Frontera

Ho avuto il piacere di visitarle in varie stagioni e vi assicuro che anche con il cattivo tempo hanno un fascino incredibile. Sono capitato da queste parti in un giorno in cui una fitta nebbia saliva dall’oceano e il rosso della sabbia era ricoperto da una densa schiuma bianca che arrivava fino alla base delle scogliere, creata dalle alte onde che si infrangevano violentemente sulla spiaggia. Il colore lattescente della schiuma si dissolveva poi nel velo bianco della nebbia, togliendo profondità alla scena e creando un’atmosfera surreale.  

Fare il bagno in queste calette non è sempre facile, a causa delle alte onde che si alzano con il vento ma, facendo attenzione, è sempre molto divertente. Mi è capitato di vedere bagnanti completamente denudati da ondate impetuose.

Conil de la Frontera: saluto al sole

Tornati alla vostra macchina potete proseguire verso nord, per visitare un’altra spiaggia sconfinata: la playa de la Barrosa. Lunga oltre 7 km termina nel borgo di Sancti Petri, difronte all’omonimo castello, che sorge su un isolotto a ridosso della costa.

In alternativa, dai parcheggi potete puntare verso sud e andare a visitare playa el Palmar e poi il paesino di Barbate con la sua splendida spiaggia (circa 25 km).

A soli 16 km da Conil si trova anche l’incantevole pueblo blanco di Vejer de la Frontera, un caratteristico borgo andaluso che sorge sulla sommità di un’alta collina.

Dovunque voi andiate fermatevi poi al tramonto per godervi lo spettacolo del sole che tramonta sull’oceano, mentre il cielo si infiamma di rosso e il vento inizia finalmente a calare.

Per informazioni sull’Andalusia potete visitare il sito web dell’Ente Turismo. Se vi interessano altri itinerari costieri, in Spagna, leggete anche il precedente articolo che vi porta sul litorale di Almeria.

Se vi interessano invece suggerimenti per i vostri prossimi viaggi oltreoceano, potete dare uno sguardo ai libri che ho pubblicato e propongono dettagliati itinerari, da percorrere in auto, sulle strade dell’America Latina e dell’Alaska.

Franco Folino

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