EuropaIn EvidenzaViaggi

Grecia in auto, il Peloponneso: un itinerario tra mitologia e spiagge

Le isole greche attirano sempre un gran numero di visitatori per le loro splendide spiagge e i caratteristici villaggi. Non dobbiamo però dimenticare che anche la Grecia continentale può offrire regioni molto suggestive per un viaggio alla ricerca di luoghi storici, immersi in un ambiente naturale di grande bellezza.

In questo itinerario vi porto in una delle regioni che penso sia tra le più incantevoli e suggestive dell’intera Grecia: il Peloponneso.  

Il Peloponneso

Il Peloponneso è una vasta regione della Grecia meridionale, caratteristica per la sua forma di mano, con le dita protese verso sud, verso l’isola di Creta. Al suo interno si trovano numerosi siti archeologici molto importanti, antichi insediamenti che hanno rappresentato la culla della civiltà occidentale

Tra i siti imperdibili da visitare ci sono Olimpia, sede dei primi giochi olimpici, l’antica Micene, il teatro antico di Epidauro e l’antica Corinto. Anche il mitico monte Olimpo si trova nell’entroterra di questa regione.

Al centro del Peloponneso si trova la città di Sparta e nei suoi dintorni si combatté, nel V secolo a.C., una sanguinaria guerra contro Atene, in uno dei conflitti più significativi della storia greca.

Il paesaggio del Peloponneso è spettacolare in ogni suo angolo, sulle montagne, tra le valli e lungo la costa frastagliata.

Tutto il territorio è punteggiato di città e villaggi, sempre molto caratteristici e ricchi di storia, come Nauplia, con le sue strade acciottolate e le affascinanti piazze, Kastro e Monemvasia.

Tra le scogliere che delimitano la costa si aprono poi moltissime spiagge dalle acque cristalline (anche se un po’ fredde) che nei mesi estivi si popolano di visitatori.

Nel Peloponneso avrete anche modo di assaggiare tutte le specialità culinari di questa regione, con piatti della cultura marinara, ma anche legati alla tradizione pastorizia, come l’agnello con patate. Il tutto sarà innaffiato dal vino locale, prodotto in quantità in questa zona, grazie ai numerosi vigneti che si estendono a perdita d’occhio sulle colline. Le taverne della costa e le locande rurali dell’entroterra vi aspettano!

Esplorare questa penisola significa immergersi in una storia millenaria, tra antiche rovine, tradizioni vivaci e uno scenario naturale spettacolare.

Per ulteriori informazioni sul Peloponneso potete visitare il sito web dedicato.

Quando mitologia, storia e tradizione si fondono

Gli itinerari da percorre nel Peloponneso possono essere molti. In questa occasione vi propongo un percorso che non si concentra solo sui siti archeologici, ma che vi guida anche alla scoperta dell’anima più autentica di questa regione. Vi porterò ad attraversare territori poco abitati, privilegiando le strade costiere secondarie, alla scoperta dei villaggi più suggestivi. Visiteremo siti archeologici minori, poco frequentati, ma di grande fascino.

Seguendo questo tracciato avrete l’occasione di entrare in contatto stretto con la popolazione locale, comprendere la loro filosofia di vita, basata su ritmi lenti e scanditi dai tempi della natura. Potrete riposarvi al sole e fare bagni strepitosi nelle acque turchesi che bagnano la costa, ma anche avventurarvi tra le strette vie dei villaggi di montagna.

Questo itinerario si può percorrere in qualsiasi stagione, evitando possibilmente i periodi centrali dell’estate, quando anche questi luoghi si fanno piuttosto affollati.

Il nostro punto di partenza è la cittadina marinara di Gefira, per raggiungerla potete arrivare in auto da Atene (circa 300 km) con uno splendido viaggio che attraversa lo stretto di Corinto.

Il punto di arrivo è il paese di Karavostasi che raggiungeremo dopo aver percorso circa 240 km. Anche se la distanza non è molta, le cose da vedere sono tante, prendetevi quindi alcuni giorni per coprire il percorso.

Se volete avere sottomano una semplice e rapida guida che vi permette di affrontare il noleggio di un’auto senza il timore di fare errori, leggete il breve articolo “Le 12 regole per noleggiare un’auto senza sorprese“.

Grecia, il Peloponneso: Monemvasia

Prima di partire con la nostra auto per questo itinerario nel Peloponneso non possiamo però perderci la visita a un vero e proprio gioiello del Peloponneso: il villaggio di Monemvasia, Malvasia, un minuscolo borgo posto sul versante meridionale di una piccola isola.

Monemvasia è un luogo davvero speciale.  Questo villaggio fortificato si erige tra il mare e una parete rocciosa verticale che protegge il suo versante settentrionale. Sopra il promontorio sorge la parte principale di un’antica fortezza, mentre tutto il paese sottostante è circondato da alte mura, ancora molto ben conservate. In effetti, il nome di questo borgo significa «entrata unica» e rispecchia la sua struttura fortificata con un accesso limitato e molto ben controllato. Forse per questo alcuni hanno definito Monemvasia «la Gibilterra dell’Oriente».

Grecia, Peloponneso
La chiesa di Elkomenos Christos a Monemvasia e sullo sfondo la sua fortezza

Passeggiare lungo le sue strette stradine, tra le case di pietra, trasporta in atmosfere d’altri tempi. Permette di ripercorrere la sua lunga storia, che inizia nell’epoca bizantina e si estende fino alla conquista della repubblica veneziana.  

Una volta superato lo stretto istmo che congiunge Monemvasia alla terra ferma dovrete parcheggiare l’auto lungo la strada e varcare a piedi la piccola porta fortificata che consente l’accesso in paese. Da qui infilatevi nelle vie del centro, tra le case, le piccole piazzette e le antiche chiese con il tetto a cupola. Tra queste merita certamente una visita la chiesa di Agia Sofia, posta in alto sul promontorio, nei pressi della fortezza, un esempio di architettura bizantina con affreschi ben conservati che narrano storie sacre.

L’abitato non è molto grande e certamente finirete per trovarvi nella piazza principale, affacciata sul mare, unico punto in cui le antiche mure si aprono in un’ampia breccia.  

La visita prosegue seguendo lo stretto viottolo in pietra che zigzagando sale sul promontorio roccioso alle spalle del borgo e giunge fino alla fortezza principale. Da qui, oltre che ammirare l’imponente maniero, vi potrete godere panorami mozzafiato sul Mar Egeo e sulla terraferma circostante.

Tra la macchia mediterranea e gli ulivi

Visitata Monemvasia è il momento di salire in auto e iniziare il nostro viaggio. Tornati a Gefira imboccate la strada che punta verso sud mantenendosi lungo la costa, correndo in alcuni tratti a pochi metri dal mare.   

Dopo circa 3 km si attraversa l’abitato di Agia Paraskevi, dove vi segnalo la taverna Athivoli che ha una caratteristica terrazza verso il mare, con tavoli in legno e alcuni alberi che proteggono dal calore del sole. La trovate proprio lungo la strada principale.

Proseguite verso sud, lungo la costa, seguendo le indicazioni per Neapoli. La strada continuerà ad offrirvi splendidi panorami sul mare, incorniciati a tratti da una fitta macchia mediterranea. Di tano in tanto attraverserete ampie distese di ulivi.  

In prossimità del paese di Kastell la strada si allontana dal mare per salire leggermente sui rilievi posti alle spalle della costa. Continuate a seguire le indicazioni per Neapoli.

Salendo leggermente di quota ammirerete panorami sempre più ampi verso il Mar Egeo, mentre i cespugli di lentisco fiancheggiano la carreggiata, crescendo anche dove il terreno è più roccioso.

Arrivati a una rotonda, nei pressi di Dermatianika, iniziate a seguire le indicazioni per Elafonisos, la nostra prossima meta.

Grecia, il Peloponneso: si sale in traghetto

Arrivati ad Agii Apostoli, in un incrocio piuttosto nascosto tra le case, girate a sinistra seguendo ancora le indicazioni per Elafonisos. Pochi chilometri tra gli uliveti e la strada termina sul mare, più precisamente su un pontile che consente di imbarcarsi sul ferry per l’isola di Elafonisos. Il tragitto è brevissimo, ma se arrivate da queste parti in alta stagione estiva l’attesa più lunga sarà quella che passerete lungo la strada, in fila per l’imbarco.

La distanza tra l’isola e la terra ferma e di poche centinaia di metri, e il tragitto del ferry si copre in otto minuti. Le partenze sono molto frequenti, in particolare in estate. I biglietti si comprano nei pressi dell’imbarco o sulla nave. Questo il link con la compagnia di navigazione per consultare gli orari in dettaglio.

Appena arrivati in vista del mare capirete subito lo spettacolo che vi attende. Già da questo versante è fantastico, dal colore turchese chiaro.

Elafonisos

Una volta sbarcati sull’isola potete trovare alloggio nei numerosi hotel e locande che si trovano in prossimità del porto, nel nucleo abitato principale di Elafonisos, o nei suoi dintorni. Qui potete fare due passi nelle le sue viuzze, tra le sue case tradizionali. La Chiesa di Agios Spyridon, del XVIII secolo, è da non perdere, arricchita com’è da affreschi che narrano storie sacre. Le taverne locali offrono piatti deliziosi a base di pesce e altre pietanze tipiche in ambienti accoglienti.

Una volta sistemati potrete andare ad esplorare le spiagge dell’isola, prima fra tutte quella di Simos. Vi attende un’ampia zona balneabile con un fondale basso e acque caraibiche. Inserita in un piccolo golfo è divisa da uno stretto istmo in due parti, Megalos Simos e Mikros Simos, ciascuna con il suo fascino. Alle sue spalle si trovano basse dune di sabbia che creano un paesaggio unico.

Grecia, il Peloponneso
La spiaggia di Simos a Elafonisos

Sul lato occidentale dell’isola si trova un’altra ampia spiaggia, quella di Kato Nisi. Anche qui troverete un’acqua limpida e invitante.

Per gli appassionati di snorkeling e immersioni, nei dintorni si trova il Parco Nazionale Marino di Elafonisos-Kythira che ospita una ricca biodiversità marina ambientata in splendidi fondali.

Nei pressi del pontile del Ferry, sulla terraferma, si trova invece il sito archeologico sommerso di Pavlopetri, una delle città sommerse più antiche del pianeta. Nelle profondità del mare si trova un’intera cittadella di oltre due ettari, risalente a circa 5.000 anni fa, composta da edifici, strade, cortili e tombe.

Grecia, il Peloponneso: il golfo di Laconico

Lasciata l’isola e tornati sulla terraferma percorrete la strada a ritroso fino al paese di Agios Georgios. Qui girate a sinistra in direzione Sparta (attenzione, le indicazioni non sono molto chiare). La strada sale ripida tra gli uliveti, fino a congiungersi con un’altra via più importante. Proseguite dritti e dopo circa 15 km arriverete a Elika.

Mantenetevi sempre sulla strada principale e, pur essendo abbastanza lontani dal litorale, vi potrete godere comunque splendidi panorami della costa.

Arrivati a Demonia girate a sinistra seguendo ancora una volta le indicazioni per Sparta. Da qui la strada torna sul mare raggiungendo il borgo di Paralia e poi torna sui rilievi seguendo, anche se a distanza, il profilo della costa.

Dopo circa 9 km si arriva a Papadianika, un’animata cittadina dell’entroterra, dove potrete fare una dolce pausa alla pasticceria-caffetteria di Apostolakos (Papadianika 230). Una volta sazi, girate attorno alla chiesa e seguite ancora le indicazioni per sparta.

Arrivati ad Asopos iniziate a seguire le indicazioni per Elea (Ελαία) e la strada vi porterà nuovamente sul mare. Allontanandosi leggermente dalla costa la strada attraversa altri splendidi uliveti e agrumeti, puntando dritta verso nord.

Chilometro dopo chilometri si arriva così nella parte più interna del golfo di Laconico, lasciando sulla sinistra la lunga spiaggia di Kokkinias. Voi proseguite dritti, attraversando Kato Glikovrisi e Agios Ioannis e arrivando così alla fine della strada. Qui dovrete girare a sinistra, verso Skala.

Tra l’entroterra e la costa

Una volta raggiunta Skala è il momento di tornare lungo la costa, per percorrere il lato occidentale del golfo di Laconico. Girate quindi sulla sinistra, seguendo i cartelli per Gytheio. Appena arrivati sul mare la strada si fa più tortuosa, seguendo tutte le insenature del litorale, ma i panorami sono sempre più spettacolari.

Avrete l’opportunità di fare qualche sosta nelle molte spiaggette che si aprono tra le strette insenature, godendovi un mare sempre cristallino. Vedrete anche l’imponente relitto della Nave Dimitrios, completamente arrugginito e incagliato a poche decine di metri dalla spiaggia.

Arrivati a Gytheio potete visitare il suo teatro antico, i vicini resti di una chiesa bizantina e la chiesa di Agios Petros, con i suoi affreschi ben conservati. Questa località è considerata il porto di Sparta e la leggenda dice che fu proprio da qui che Elena e Paride trascorsero la loro prima notte insieme, per poi imbarcarsi e fuggire da Menelao, marito di lei, verso Troia.

Grecia, il Peloponneso
Gytheio

Gytheio è vivacizzata dalle case colorate che si affacciano sul mare, mentre non mancano le tipiche taverne dove si può assaggiare un Ouzo o gustare deliziosi piatti a base di pesce fresco e specialità locali. È decisamente un buon posto per rilassarsi e immergersi nell’atmosfera greca.

Più a sud del porto vedrete l’isola di Cranae, con la sua foresta di pini, dove sorge una antica torre e un faro. Ancora più a sud si apre la spiaggia di Mavrovouni famosa per la sua sabbia dorata e le acque cristalline.

Grecia, il Peloponneso: la penisola di Mani

Gytheio rappresenta una delle porte di ingresso ad un altro «dito» del Peloponneso, la penisola di Mani, che merita di essere percorsa e scoperta in ogni suo angolo. Come il resto di questa regione, anche la penisola di Mani è intrisa di leggende, storia e paesaggi mozzafiato. Caratteristica principale di questa zona è la bellezza selvaggia della sua natura, sia lungo la costa, sia nel suo interno montuoso.

Il territorio è punteggiato da imponenti torri di pietra, risalenti al periodo medioevale, che riflettono l’antica rivalità tra le famiglie locali e la necessità di difendersi dalle incursioni piratesche.

Qui troverete una spettacolare costa frastagliata, intervallata da baie isolate e spiagge di ciottoli, mentre gli abitanti di queste terre sono famosi per il loro spirito indomito e la lealtà alla tradizione. La cucina locale è un’esperienza deliziosa, con piatti a base di olio d’oliva, formaggi locali e prodotti del mare.

Da Mavrovouni continuiamo quindi verso sud fino ad arrivare a Chosiari (Χωσιάρι), qui, difronte ad una chiesa, girate a sinistra verso Kotronas/Kokkala. La strada si infila così tra le colline e punta dritta verso la costa e la raggiunge nei pressi di Skoutari.

Alla vostra sinistra vi godrete panorami eccezionali sul mare, mentre alla vostra destra incomberanno alte montagne verdeggianti.

Capo Tainaron

Dopo aver superato un piccolo ma spettacolare promontorio arriverete nel paese di Kotronas. Qui vi segnalo la taverna Naias Source, dove una griglia sempre pronta garantisce piatti straordinari di carne e pesce. Si trova all’interno del paese, dietro la chiesa di Agios Charalambous.

La strada segue ancora la costa e poi, quasi improvvisamente, gira verso l’interno e inizia a salire rapidamente sui rilievi, fino a giungere nel borgo storico di Flomochori. Anche qui antiche case in pietra compongono un luogo suggestivo, con alte torri e chiese tradizionali.

La strada, piuttosto stretta, continua lungo la costa, ma in posizione rialzata, e dopo aver attraversato alcuni piccoli abitati torna in riva al mare nel villaggio di Kokkala. Alla fine dell’abitato troverete una piccola ma deliziosa caletta dove poter fare il bagno.

Grecia, il Peloponneso
Il faro di Capo Tainaron (Matapan)

Si torna quindi verso le montagne, ma senza mai perdere di vista il mare, fino ad arrivare alla fine della parte «compatta» della penisola (16 km da Kokkala). La vedrete chiaramente dall’alto arrivando difronte ad una penisola che si allunga sul mare. La strada finisce su un incrocio in discesa. Dovete girare a destra e subito dopo a sinistra, per puntare verso questo assolato lembo di terra.

Arriverete quindi in prossimità della punta estrema della penisola di Mani, ad un piccolo parcheggio. Da qui potete proseguire a piedi per vedere alcune aree caratteristiche della zona: la grotta dell’Ade, il piccolo sito archeologico Tainaron, antichi bagni romani e, proprio sulla punta della penisola, il faro di Capo Tainaron (o capo Matapan), posto a circa 2 km dal parcheggio.

Date uno sguardo a quella che viene considerata una delle porte di ingresso all’Ade, che alcune leggende identificano come il luogo in cui Ercole fece risalire Cerbero. Nelle vicinanze vedrete anche i resti di un tempio dedicato a Poseidone che fu successivamente trasformato in chiesa cristiana dai Bizantini.

Godetevi quindi la breve passeggiata che conduce fino al faro. Giunti all’estremità della penisola vi sembrerà di trovarvi sulla prua di una nave che fende il mare, tra le onde e con il vento sul viso, un elemento che da queste parti è sempre molto presente.

Grecia, il Peloponneso: il villaggio abbandonato di Vathia

Dopo aver messo piede su quello che viene considerato il punto più meridionale della Grecia continentale è il momento di risalire verso nord, ripercorrendo a ritroso la strada che ci ha portato fin qui, per circa 4 km.

Al bivio girate quindi a sinistra (non ci sono cartelli segnaletici) e proseguite fino al villaggio abbandonato di Vathia.

Caratterizzato dalle sue torri di pietra in stile medioevale, questo luogo è ricco di mistero e fascino. Un monumento silenzioso che ricorda il passato glorioso e di una comunità, resistendo alle sfide del tempo.

Grecia, il Peloponneso
Vathia

Le torri di questo villaggio, un tempo dimora di famiglie nobili, hanno vissuto un’epoca di cruenti scontri tra clan locali. Alcune di queste strutture di pietra risalgono al XVIII secolo e si inseriscono nel paesaggio brullo e desertico creando un’atmosfera affascinante, di forte impatto visivo.

Vathia fu abbandonato nel corso del XX, secolo quando molte famiglie migrarono verso le città in cerca di lavoro, ma mantiene tutt’oggi la sua struttura originale. Camminando in questo luogo vi immergerete in un silenzio avvolgente, disturbato solo dal soffio del vento tra le case.

Non perdetevi questa visita che aggiunge un momento di avventura al vostro viaggio, portandovi indietro nel tempo, in un’atmosfera tipicamente greca, al di fuori dei percorsi turistici più battuti, dove il passato si fonde con la natura selvaggia e incontaminata di questi luoghi.

Il castello di Tigani

Da Vathia continuate lungo la strada principale, verso nord, attraversando i borghi di Alika Gialia e lambendo Gerolimenas. Si lascia poi la costa e salire ancora una volta verso le montagne dell’interno.

Dopo aver superato il paese di Kitta girate a sinistra in direzione di Stavri, ma fate attenzione perché le indicazioni sono poche e molto ben nascoste. Una volta raggiunto il paese puntate verso nord, verso il mare. Vi infilerete così in una minuscola penisola, decisamente poco frequentata, ma che ha alcuni piccoli ma interessanti luoghi storici.

Una volta in prossimità del mare, dovrete fare un breve tratto di strada sterrata. Dopo aver superato un minuscolo cimitero vi troverete quasi sul bordo di una scogliera a picco sul mare. Qui lasciate l’auto e proseguire a piedi.

Seguite lo stretto sentiero che segue le scogliere e poi scende rapidamente su una specie di ampia e bassa terrazza sul mare, proprio sulla punta della penisola su cui ci troviamo. Vedrete che roccia sembra formare una specie di basamento squadrato e proprio su questo basamento troverete le rovine del Castello di Tigani.

Non aspettatevi però un castello sul mare in stile scozzese, in realtà si tratta di una antica città bizantina in rovina. L’insediamento fu fortificato probabilmente nel VI secolo, ma abbandonato già nel VII secolo.

Grecia, il Peloponneso: una storia segnata dal mare

Vedrete basamenti e perimetri di case, cisterne e chiese, ridotti solo a poche pietre allineate. Poco rimane al di sopra delle fondamenta, salvo alcuni muri che sormontano le scogliere. Nonostante il grado di abbandono vi colpirà però la vastità e la complessità del sito. Noterete la forma a basilica delle chiese, uno stile raro dopo il ‘700 e la sua posizione strategica, ben difendibile dagli attacchi provenienti dal mare e da terra.

Se da un punto di vista storico il sito non offre reperti ben conservati, la bellezza di questo luogo, affacciato sul mare, e la sua tranquillità, lasceranno la vostra mente vagare nel tempo fino a portarvi a rivivere momenti passati, tra leggende mitologiche e realtà storiche.  

Tornando all’auto vi aspetta un’altra chicca. Poco dopo il cimitero voltate a destra, in un viottolo che vi porterà ad una piccola ma suggestiva chiesetta in tipico stile greco, costruita proprio a ridosso di una scogliera, parzialmente nascosta: Panagia Agitria (Ekklisia Odigitria).

L’edifico, parzialmente in rovina, viene fatto risalire al XIII secolo, ma sono ancora visibili alcuni affreschi con le immagini degli arcangeli in abbigliamento militare e una visione dell’inferno. Anche in questo caso la bellezza del luogo è merito non solo dell’edificio così suggestivo, ma anche del luogo incantevole in cui è inserito.

Si termina in spiaggia

Ripercorrete la strada a ritroso, ma prima di arrivare a Stavri girate a sinistra, sull’unica strada che si apre in questa direzione, procedendo verso nord, verso il mare. In questa zona potrete vedere sparsi qua e là altri resti di edifici storici in rovina dell’epoca bizantina.

Arriverete così a Porto Kokorakis, un minuscolo borgo di pescatori che sorge a picco sul mare. Molto suggestiva è anche la baia perfettamente rotonda che si trova a nord dell’abitato, con le sue alte e lisce pareti a picco sul mare sembra essere stata scavata da un enorme trapano.

Da qui dovete seguire la strada che con alcuni tornati sale sulla costa e una volta raggiunto Erimos dovete ricongiungervi con la strada che punta verso nord, verso la nostra destinazione finale: Karavostasi.

Qui troverete molti alloggi e ristoranti che si sono sviluppati attorno ad una piccola spiaggia affacciata su uno splendido mare. Tra le varie taverne vi segnalo Micro Algeri (Epar.Od. Kalamatas – Areopolis), che oltre a preparare piatti straordinari dispone di una spettacolare terrazza sul mare.

Mentre siete da queste parti non perdetevi una visita a Limeni (foto in copertina), posto circa 5 km a sud di Karavostasi. È uno splendido borgo marinaro con le sue case costruite fin sugli scogli che delimitano la piccola insenatura dove si raccoglie.

Infine, ricordate che io vi ho guidato solo in alcuni dei numerosi luoghi storici che si trovano disseminati nel Peloponneso. Lascio a voi il piacere di estendere il vostro viaggio, andando ad esplorare gli angoli più remoti di questa regione e scoprire altri gioielli nascosti che ricordano il suo leggendario passato.

Se vi interessano altri itinerari costieri, nel mediterraneo, leggete anche il precedente articolo che vi porta a viaggiare sulla costa della Turchia.

Se vi interessano invece suggerimenti per i vostri prossimi itinerari oltreoceano, potete dare uno sguardo ai libri che ho pubblicato e propongono dettagliati itinerari, da percorrere in auto, sulle strade dell’America Latina e dell’Alaska.

Franco Folino

Tags

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close