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Islanda in auto, sulle strade più avventurose dell’isola: la F26

La maggior parte delle persone che visitano l’Islanda si limitano a percorrere la sua strada principale, la famosa Ring Road. Un percorso di quasi 1.300 km che segue il profilo della costa, offrendo panorami fantastici sui ghiacciai, sul mare e sui numerosi vulcani che spuntano qua e là sul territorio dell’isola.

Questa strada circolare offre due grossi vantaggi. Il primo è che tocca molti dei luoghi più belli dell’Islanda; il secondo è che si tratta di una strada completamente asfaltata, mantenuta sempre in perfette condizioni e quindi percorribile anche nei mesi più freddi.

Esistono però anche degli aspetti negativi, legati sostanzialmente al suo facile accesso. Lungo la Ring Road si muovono infatti orde di turisti che invadono tutti i punti più spettacolari da visitare. Ne risulta che l’atmosfera di natura selvaggia tipica dell’isola viene inevitabilmente ad essere sopraffatta dalla confusione creata dalla folla.

Islanda in auto: sulle mitiche strade «F»

Con questo itinerario voglio portarvi invece su un percorso più avventuroso. Certo richiede un po’ di impegno fisico e la voglia di rimanere al volante per molte ore su strade sterrate, piuttosto impegnative, ma la fatica sarà certamente ben ripagata.

Si parte dalla capitale, Reykjavík, per affrontare una delle strade che attraversano l’Islanda in direzione nord-sud: la F 26. Il prefisso «F» che precede il numero della strada deriva dalla parola «Fjalla», che in islandese significa «montagna». Infatti, queste vie di comunicazione portano verso gli altipiani dell’interno, tra monti e vulcani, in aree quasi completamente disabitate. D’altra parte però, il suffisso «F» sta anche ad indicare che si tratta di strade dissestate e con scarsa manutenzione, chiuse per la maggior parte dell’anno.

Il fondo è variabile, a seconda del terreno che si attraversa, e può essere composto di ghiaia, roccia, sabbia o terra battuta. Non raramente queste strade attraversano anche corsi d’acqua, e intendo proprio attraversano, ma non con comodi ponti, bensì passandoci nel mezzo, con guadi più o meno profondi.

Per avventurarsi su questi percorsi è quindi indispensabile utilizzare un fuoristrada a 4 ruote motrici. Più grande è, meglio è. Questo proprio perché la maggiore altezza dell’auto dalla strada consente di affrontare con maggiore serenità i guadi più impegnativi e gli ostacoli del terreno più impegnativi.

Inoltre, a causa della neve molte delle strade marcate «F» sono chiuse per gran parte dell’anno. Per essere certi di trovarle aperte dovrete quindi pianificare il vostro viaggio in un intervallo molto stretto, che va dagli inizi di agosto a metà settembre.

Prima di affrontare le strade «F» verificate che la vostra agenzia di noleggio vi permetta di percorrerle e che l’assicurazione copra i danni anche in caso di attraversamento di guadi. Se volete avere sottomano una semplice e rapida guida che vi permette di affrontare il noleggio di un’auto senza il timore di fare errori, leggete il breve articolo “Le 12 regole per noleggiare un’auto senza sorprese“.

Il percorso di avvicinamento

Dopo queste inevitabili premesse è il momento di iniziare il nostro viaggio sulle strade islandesi. Come vi ho anticipato si parte dalla capitale: Reykjavik.

Visitata la città dovete fare un percorso di avvicinamento alla F26 puntando verso est e imboccando la Ring Road (1) in direzione di Selfoss.

Una volta raggiunta questa cittadina, ottimo punto di riferimento per fare scorta di bevande e alimenti, mantenetevi sulla 1, seguendo le indicazioni per Hella. Dopo circa 15 km lasciate la Ring Road e girate a sinistra sulla 30, in direzione di Flúðir. Dopo altri 18 km circa girate a destra sulla 32, verso Árnes.

A circa 31 km dall’imbocco della 32 vedrete sulla sinistra una deviazione su strada in terra che porta a Hjálparfoss, una delle mille cascate che si trovano in Islanda, poste sul corso del fiume Fossá. Imboccata questa stradina, in circa un chilometro arriverete ad un parcheggio, dove potrete lasciare l’auto e avventurarvi sul breve percorso che porta sulle rive del fiume e fin sotto le cascate.

Certo non sono le più grandi e spettacolari cascate dell’Islanda, ma sono comunque molto belle e hanno l’impagabile vantaggio di non essere sempre affollate all’inverosimile, come accade per le più famose dell’isola.

Tornati sulla 32 e superato il ponte sul fiume Fossá la strada inizia lentamente a salire di quota. Arriverete quindi ad un altro caratteristico ponte, con la pavimentazione in legno, che attraversa il fiume Þjórsá, e poco dopo troverete la congiunzione di tre strade. A questo punto dovete proseguire dritti sulla 26, seguendo le indicazioni per Sprengisandur. Dopo circa 13 km arriverete all’ Highland Center Hrauneyjar un luogo strategico per il nostro viaggio.

Che l’avventura abbia inizio

All’ Highland Center avrete la possibilità di pernottare, di fare una cena nel ristorante adiacente e, soprattutto, avrete l’ultima possibilità di fare il pieno di benzina, passo fondamentale prima di affrontare i circa 290 km che ci aspettano. Non ci sono molte altre alternative in zona, sia come alloggio e sia come stazioni di servizio.

Anche se i chilometri da percorrere non sembrano moltissimi, la media che si può tenere su questa strada non è molto alta. Quindi considerate 8-9 ore di viaggio, tenendo in conto anche le molte pause che farete per ammirare il paesaggio.

Imbocchiamo quindi la F26 e dopo circa 13 km si trova un incrocio a quattro strade. Qui dovete girare a sinistra, mantenendovi sulla F26.  Poche centinaia di metri e l’asfalto finisce, lasciando il posto ad una stretta strada in terra battuta.

Islanda in auto
La F26 corre dritta tagliando l’altopiano islandese

Il terreno circostante è completamente brullo e grigiastro, composto com’è da materiale di chiara origine vulcanica. Se attraversate questa zona in giornate nuvolose l’atmosfera risulterà ancora più cupa.

L’area in cui ci si muove è sostanzialmente pianeggiante e in questo primo tratto la strada è in discrete condizioni, in terra battuta abbastanza compatta e con pochi sassi.

Fatti pochi chilometri si sfiorano le rive di un grande specchio d’acqua, dal colore ceruleo, che si staglia nettamente dal colore scuro del terreno circostante: il Þórisvatn. Si tratta del più grande bacino idrico dell’Islanda (88 km²), delimitato com’è da una diga che raccoglie le acque di scioglimento del ghiacciaio Hofsjökull.

Islanda in auto: lungo la F26

Viaggiando sulla F26 avrete sempre a vostra disposizione due enormi punti di riferimento: i ghiacciai Vatnajökull e Hofsjökull. La strada corre infatti proprio nel mezzo di queste due imponenti masse di ghiaccio perenne. Il primo, lo vedrete alla vostra destra, è il Vatnajökull è il più grande ghiacciaio non solo dell’Islanda, ma di tutta Europa.

L’Hofsjökull è decisamente più piccolo, con un’estensione di «soli» 925 km², ma nonostante questo è meglio visibile dalla strada, sulla vostra sinistra. È il terzo ghiacciaio per estensione dell’Islanda, ma è il più grande vulcano attivo dell’isola.

Allontanandosi dal bacino di Þórisvatn si continua a viaggiare in un paesaggio lunare, circondati da un terreno sabbioso, scuro, vulcanico, da cui spuntano pochi sassi, a volte rocce più grandi. La strada è sostanzialmente pianeggiante, rettilinea e ancora in buone condizioni.

Nei dintorni si vedono solo bassi lievi che movimentano la superficie dello sterminato altopiano che stiamo attraversando, macchiato qua e là da qualche piccolo laghetto isolato. Troverete un piccolo bivio, ma proseguite a sinistra, seguendo le indicazioni della F26.

A breve distanza dal bivio supererete un piccolo ponte in legno che passa su una piccola spaccatura del terreno, solcata da un minuscolo torrente. Un canyon in miniatura.

Islanda in auto: arrivano i guadi

La strada si avvicina quindi alle anse di un ampio e frastagliato corso d’acqua, ancora un bivio dove proseguire a destra ed ecco un altro ponte in legno da attraversare. Questa volta il corso d’acqua è decisamente più imponente e senza il cavalcavia il passaggio sarebbe stato del tutto impossibile.

Islanda in auto
Uno dei guadi che si incontrano lungo la F26

Superato il fiume la strada si fa più complicata. Il fondo diventa una pietraia ed è necessario procedere più lentamente. Qui, come in tutte le strade sterrate che attraversano l’isola, noterete come il fondo della carreggiata segua alla perfezione le caratteristiche del terreno circostante. Se viaggiate nel mezzo di una zona coperta da cenere e lapilli la strada sarà compatta. Se attraversate una zona ricoperta di sassi di origine vulcanica anche la strada sarà coperta di questi sassi. Se attraversate un’area ricoperta da lastre di lava solidificata anche la superficie della strada sarà fatta di lastroni di lava.

Anche se il terreno è sostanzialmente pianeggiante, la strada inizia a farsi un po’ tortuosa, mentre cerca di salire o aggirare piccole colline. Ed è così che dopo aver superato un piccolo dosso arriva lui, il nostro primo guado, e non sarà l’ultimo.

Non si tratta di nulla di impegnativo, ma va comunque affrontato con attenzione. Seguite i consigli del mio precedente articolo.

Il parco nazionale di Vatnajokull

Superato il guado il terreno torna a farsi più compatto e i sassi diventano più piccoli, rendendo così la guida più veloce e confortevole.

Mentre il ghiacciaio Hofsjökull continua a farvi compagnia, rimanendo ben visibile alla vostra sinistra, si attraversano altre fasce di terreno pietroso che costringono a ridurre il passo. In alcuni punti la strada si fa anche piuttosto dissestata e bisogna procedere con cautela, mentre si incontrano altri piccoli guadi.

Incontrerete un altro bivio. Anche in questa occasione mantenetevi sempre sulla strada principale, girando a destra e seguendo le indicazioni per Nýidalur.

Di pietraia in pietraia la strada prosegue, facendosi anche particolarmente stretta in alcuni tratti, e in breve si raggiungono i confini del Vatnajokull National Park.

La F26 attraversa il territorio del parco solo per un breve tratto e anche qui si incontra qualche guado da attraversare. Si passa poi accanto al rifugio montano di Nýidalur che si trova proprio sulle pendici del ghiacciaio Tungnafellsjökull.

Islanda in auto
Il lago di Þverölduvatn

Pur sapendo che l’Islanda è totalmente ricoperta da vulcani grandi e piccoli, guardandovi intorno non noterete rilievi con le loro forme tipiche. Non vedrete coni perfetti con crateri esattamente circolari alla loro sommità, ma sarete comunque circondati da vulcani. Sostanzialmente quasi tutti i rilievi che appaiono al vostro orizzonte sono vulcani, o bocche vulcaniche secondarie, le loro forme sono state però modellate dalle stesse eruzioni, dal vento e dai ghiacci. Hanno così assunto l’aspetto di anonime montagne, apparentemente innocue. In realtà sono quasi tutti potenzialmente attivi.

Islanda in auto: tra laghi e vulcani

Proprio nel territorio del parco, vista la sua vicinanza al ghiacciaio Tungnafellsjökull, troverete diversi guadi da attraversare con la vostra auto. Si possono attraversare tutti senza particolari difficoltà, procedendo con prudenza. Alcuni sono guadi multipli, perché dovrete attraversare diversi rami dello stesso torrente che corrono paralleli.

Procedendo verso nord si arriva sulle rive di un altro grande bacino, il Fjórðungsvatn, che nonostante le sue dimensioni può scomparire del tutto nei periodi secchi. Tra la strada e il lago potete osservare degli enormi macigni di pietra pomice eruttati da qualche vulcano dei dintorni in epoca lontana. Tutta la zona circostante è brulla e ricoperta da un terreno liscio, uniforme, spazzato dal vento.

Poco dopo troverete un bivio sulla vostra sinistra, ma voi mantenetevi sulla strada principale, puntando sempre verso nord. Passerete quindi accanto alla stazione meteorologica di Sandbúðir e dopo circa 11 km arriverete al bivio con la F881 che porta verso Laugafell.

Islanda in auto

Noi proseguiamo dritti, sulla F26, tra guadi, più o meno piccoli, zone sabbiose e pietraie. In alcuni tratti la strada, e il terreno che la circonda, assume un colore rossastro, simile a quello della ruggine, chiaro segno che le rocce vulcaniche di quest’area sono ricche in ferro. 

Chilometro dopo chilometro si arriva in vista di un altro grande lago, posto sulla sinistra: Il lago Isholsvatn. Questo bacino è lungo circa 5 km ed è ben incastonato nel paesaggio lunare che lo circonda. Tenete però l’occhio sulla destra, per non perdere il bivio che porta ad Hrafnabjargafoss, una splendida cascata del fiume Skjalfandafljot.

La deviazione è di un solo chilometro e vi porta ad un parcheggio dove potrete lasciare l’auto per dirigervi a piedi verso la cascata. Tornando sulla F26 proseguite per qualche chilometro verso nord e troverete un’altra breve deviazione che porta alla bellissima cascata Aldeyjarfoss.

Islanda in auto, si chiude in bellezza: la cascata degli dèi

Dopo queste due pause rilassanti è il momento di tornare sulla F26 per percorrere l’ultimo tratto di questo itinerario. Da questo punto torna a comparire qualche chiazza di vegetazione verde e via via muschio e licheni coprono gran parte del paesaggio. Comincia a comparire anche qualche casa. La parte più avventurosa del viaggio sembra essere terminata. Fatto che sembra confortato dal fatto che il fiume successivo viene superato con un ponte e non con un guado.

Subito dopo il ponte si passa nei pressi di alcune fattorie e la strada, pur rimanendo sterrata, diventa una tavola da biliardo.

Islanda in auto
Hrafnabjargafoss

Ancora qualche chilometro e la F26 si termina, cambiando nome, e diventando 842. Perdendo la «F» torna ad essere una strada tranquilla: un ritorno alla civiltà. La spianata degli altipiani sparisce e ci si trova sul fondo di una piccola valle.  Il terreno diventa via via più verdeggiante e le fattorie si fanno più frequenti.

Dopo circa 35 km la 842 si congiunge alla 1 e si conclude così il nostro itinerario nell’interno dell’Islanda in auto.

Nelle vicinanze resta da fare un’altra tappa, alla cascata degli dèi: Goðafoss. Nei dintorni, per trovare alloggio, potete cercare nei dintorni o proseguire verso Reykjahlid, dove le scelte sono maggiori.

Se preferite altri itinerari nordici, leggete anche il precedente articolo sull’Alaska. Se volete ispirazioni per i vostri prossimi viaggi oltreoceano, potete dare uno sguardo ai libri che ho pubblicato e propongono dettagliati itinerari, da percorrere in auto, sulle strade dell’America Latina e dell’Alaska.

Franco Folino

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2 Comments

  1. Ciao Franco!
    Ho letto il tuo articolo e mi sembra un percorso bellissimo!
    A settembre ritorno in Islanda con un po’ di amici e volevamo noleggiare una Dacia Duster perché la scorsa volta ci eravamo trovati bene. Secondo te è fattibile fare la F26 con questa macchina? Non siamo guadatori esperti ma siamo abbastanza impavidi.
    Grazie,
    Matilde

    1. La Dacia Duster, nella versione 4×4, potrebbe andare bene, ma dipende dal livello dei guadi. A settembre non avrete il problema del disgelo che fa salire il volume di acqua trasportato dai fiumi. Se però piove in abbondanza la situazione potrebbe farsi critica e la Duster non essere alta a sufficienza per superarli. Comunque, si trovano dei cartelli prima del guado che avvisano se l’attraversamento è fattibile anche con piccoli SUV o può essere affrontato solo con auto più grandi.
      Vi consiglio però di non andare in Islanda a settembre inoltrato, perché già dopo la metà del mese potreste trovare la F26 chiusa per l’inverno.
      Per i consigli su come attraversare i guadi leggete l’articolo a questo link: https://guidarenelmondo.com/2023/10/attraversare-un-guado-in-auto-poche-ma-essenziali-regole-per-superarlo-senza-sorprese/

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