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Belgio in auto: le Ardenne, villaggi medievali, castelli e antiche birrerie, nel mezzo della natura

L’itinerario che voglio proporvi attraversa la regione delle Ardenne, nel Belgio meridionale, passando tra borghi medievali immersi una natura lussureggiante. Luoghi ideali per un viaggio di tutto riposo che alterna passeggiate nei paesini storici a quelle nei fitti boschi che li circondano.

Le Ardenne sono un’ampia regione del Nord Europa che si estende non solo in Belgio, ma anche in Francia e nel Lussemburgo. È una zona davvero splendida da visitare, per il suo territorio così vario, movimentato da alte colline e scavato in profonde vallate da tortuosi e impetuosi corsi d’acqua. Tra queste, la valle della Mosa è la principale, un lungo fiume che nasce in Francia e, dopo aver attraverso il Belgio e i Paesi Bassi, sbocca nel mare del Nord. Nel suo decorso attraversa le città principali che presidiano questa regione: Liegi e Namur.

Tra le varie soste lungo il nostro viaggio non mancheremo di visitare alcune delle più caratteristiche birrerie storiche delle Ardenne, con inevitabile degustazione finale. Il Belgio è famoso per le sue birre speciali, raffinate e aromatiche, legate a tradizioni trappiste ed artigianali. Un’usanza secolare che si tramanda da generazioni ed è ancora molto attiva, con oltre 1.500 birrifici operanti sul territorio.

Le Ardenne sono famose anche per l’omonima battaglia che si combatté in questi luoghi, tra gli eserciti alleati e tedeschi, tra il 16 dicembre 1944 e il 25 gennaio 1945. Fu l’ultima grande offensiva tedesca della Seconda guerra mondiale.

Dopo un iniziale successo delle forze tedesche, la battaglia terminò con la vittoria finale degli Alleati, lasciando però sul campo numerose perdite su entrambi i fronti. Le truppe tedesche persero circa 100.000 soldati, quelle alleate circa 80.000 soldati. Lungo il nostro itinerario incontreremo differenti riferimenti storici che ricordano questo evento.

Viaggio in Belgio: Namur

Il nostro viaggio inizia a Namur e dopo circa 335 km si conclude nella cittadina di Chimay, nota proprio per la sua tradizione birraia. Per raggiungere Namur dall’Italia potete sfruttare i collegamenti aerei diretti che fanno scalo al vicino aeroporto di Charleroi, che dista solo 35 km.

Se volete avere sottomano una semplice e rapida guida che vi permette di affrontare il noleggio di un’auto senza il timore di fare errori, leggete il breve articolo “Le 12 regole per noleggiare un’auto senza sorprese“.

Ci troviamo nel cuore della Vallonia, dove le comunità locali parlano in larga prevalenza il francese. Il centro storico della città è molto suggestivo, caratterizzato com’è da strette strade medievali e da una imponente fortezza del XVII secolo.

La città è stata fondata dai romani nel 19 a.C. e la struttura della Cittadella di Namur è infatti basata su una struttura di epoca romana, successivamente modificata e restaurata più volte con il passare del tempo. La fortezza è costruita in una posizione davvero spettacolare, proprio sulla confluenza dei fiumi Sambre e Mosa. Un punto certamente strategico, che la poneva al centro di numerose vie di comunicazione, tanto da farne una delle roccaforti più importanti non solo del Belgio, ma di tutta Europa.

Una vista di Namur e del fiume Mosa dalla Cittadella

Namur è circondata da una cinta muraria di epoca medievale, che è ancora in buono stato di conservazione. All’interno delle mura si trovano numerosi monumenti storici che meritano una visita. Tra questi vi segnalo la cattedrale di Notre-Dame, costruita nel XII secolo in stile gotico. Ospita una serie di opere d’arte preziose, tra cui un dipinto di Rubens. Altri due palazzi del centro sono interessanti da visitare: il palazzo dei governatori, un edificio in stile rinascimentale che fu costruito nel XVI secolo, e il palazzo del parlamento, un edificio in stile neoclassico che fu costruito nel XIX secolo e fu la sede del parlamento del Regno dei Paesi Bassi.

Antiche chiese e monasteri

Oltre ai molti riferimenti storici, nel centro di Namur troverete anche molta vivacità, popolata com’è da numerosi negozi, ristoranti e caffè. Troverete anche un’ampia scelta di hotel e bed & breakfast, sia nel centro della città, sia più in periferia, nel mezzo della splendida campagna che circonda Namur. Una buona scelta per riposare in una zona tranquilla e non avere problemi di parcheggio.

A sud della città potete visitare la Brasserie de la Houppe (Av. de la Plante 49, Namur), che si conclude con una degustazione dei loro prodotti.

Visitata la città è il momento di salire in auto e iniziare il nostro viaggio. La prima meta è il paese di Huy, posto a circa 33 km, e lo raggiungeremo seguendo la valle della Mosa, lungo la N-90.

Per imboccare questa strada seguite le indicazioni per Andenne, superando il ponte sulla Mosa e raggiungendo così la sua riva destra.

Dopo pochi chilometri vi troverete già immersi nella natura, su un’ampia strada, delimitata da un fitto bosco e le rocce che salgono sulla destra e il corso d’acqua sulla sinistra.

Dopo circa 19 km, seguendo le ampie anse del fiume, arriverete ad Andenne, un paesino che si è sviluppato attorno ad un importante monastero fondato da Begge nel 692, su consiglio di papa Sergio I. Una leggenda narra che Dio avrebbe guidato Begge, indicando il luogo esatto dove costruire il monastero. Lei interpretò la vista di una scrofa e sette maialini, una chioccia e sette pulcini, come la volontà divina di realizzare un santuario con sette cappelle.

Per questo Andenne era anche nota come la «Città delle Sette Chiese». Negli anni il paese divenne anche rinomato per la sua produzione di ceramiche. Tra le sue vie troverete ancora una chiesa dedicata a Santa Begge e un museo della ceramica.

Ardenne: ricordi di guerra

Ad Andenne iniziate a seguire le indicazioni per Huy, mantenendovi sulla N90. Da qui la valle della Mosa si fa più ampia e la strada, dopo aver seguito una stretta ansa del fiume, entra in città. Alla vostra destra, sopra le vostre teste, noterete subito un’altra fortezza: il Fort de Huy.

Costruito dagli olandesi tra il 1818 e il 1823 sul sito di un vecchio castello, il forte fu trasformato in un campo di detenzione dall’esercito tedesco. Dal 1940 al 1944 vi furono rinchiusi più di 7.000 prigionieri.

Oggi il forte è diventato un memoriale della Seconda guerra mondiale e rimane una testimonianza delle strategie di detenzione naziste, con le sue segrete, la sala degli interrogatori, le celle e i lavatoi.

Appena superato il forte e la chiesa collegiale di Notre-Dame e Saint-Domitien, alla rotonda, girate a destra in direzione Marche/Modave. Così pure alla rotonda successiva, quando imboccherete la N66.

Dopo circa 8 km arriverete all’incrocio di Strée. Se all’incrocio posto nel centro dell’abitato girate a destra, dopo 2 km circa arriverete al Castello di Vierset, un maniero dell’XI secolo.

Se invece vi mantenete sulla strada principale, dopo circa 4 km arriverete a Tinlot e anche qui una breve deviazione vi porterà ad un altro castello: il Castello di Tinlot, un piccolo ma suggestivo fortilizio oggi utilizzato per la celebrazione di matrimoni. Del resto, si sa, mantenere in buone condizioni un antico castello non costa poco. 

Durbuy: una passeggiata nella storia

Da Tinlot la strada attraversa un’ampia campagna pianeggiante e dopo circa 15 km arriverete nella cittadina di Hamoir. Una volta arrivati nel centro seguite le indicazioni per Durbuy, prima girando a destra e poi, all’incrocio successivo a sinistra. Imboccherete così la N831 e dopo circa un chilometro arriverete in vista del Château de Lassus, oggi adibito ad albergo. Da questa strada non è però raggiungibile perché ci divide il fiume Ourthe. Per arrivarci dovete invece rimanere sulla N66 e appena fuori dal paese, superato il ponte sul fiume, girare a destra.

Belgio in auto: le Ardenne
Una stradina nel centro di Durbuy

Mantenendovi sulla N831, dopo pochi chilometri arriverete a Durbuy, un paesino in perfetto stile medievale, con un centro storico dalle case di pietra, tanto piccolo quanto suggestivo. Fate due passi nelle tranquille vie del centro e magari fermatevi in uno dei molti ristoranti disponibili. Tra questi vi segnalo Le Clos Des Récollets (Rue de la Prévôté 9), che dispone anche di camere d’albergo e di tavoli all’aperto in una incantevole piazzetta alberata.

Affacciato sul fiume Ourthe, certo non vi sfuggirà l’edificio principale del paese: il Château de Durbuy. Ricostruito nel 1756, è oggi una residenza privata e non è visitabile.

Da Durbuy mantenetevi sulla N833, e procedete in direzione sud, fino ad un grosso incrocio, dove dovrete procedere dritti in direzione Bailonville.

Prima di arrivare all’incrocio con la N63, potete fare una sosta in un’altra brasserie, ma dall’aspetto decisamente moderno: la Brasserie Minne. La visita con degustazione delle loro tre birre è a pagamento e va prenotata in anticipo via e-mail.

Il castello nel lago: Crupet

Superato Bailonville, mantenetevi sulla N929 per altri 9 km circa, fino a quando incrocerete la N4 che dovrete imboccare in direzione Namur. Dopo altri 19 km circa prendete l’uscita per Gesves/Assesse, qui proseguite sempre diritti, seguendo le indicazioni per Crupet che raggiungerete dopo circa 5 km.

A Crupet potrete ammirare il suo castello, costruito nel XIII secolo. Si tratta in realtà di una torre maestosa che, più che essere circondata da un ampio fossato, sarebbe forse più corretto dire che si trova al centro di un piccolo lago.   

Fate anche una passeggiata nel villaggio, inserito in una piccola vallata e circondato da fitti boschi. 

Troverete locande tipiche e l’antica chiesa di San Martino. Vedrete anche alcuni mulini che sfruttano l’acqua che scende dalla collina situata nei pressi del paese. Un tempo venivano utilizzati per la produzione di olio, farina e canapa.

Uscite da Crupet lungo la Rue Pirauchamps, in direzione ovest, che taglia una fittissima boscaglia. Passato il ponte della ferrovia girate a destra in direzione Yvoir e dopo aver superato un’enorme cava raggiungerete le rive del fiume Mosa.

Se prima di arrivare al fiume girate a sinistra, in direzione Spontin, potrete fare una deviazione verso una bella e antica birreria: la Brasserie du Bocq. Fu fondata nel 1858 da Martin Belot, agricoltore di Purnode, che produsse per la prima volta la birra nella sua fattoria. All’inizio la brvanda veniva prodotta solo in inverno, quando il personale non era impegnato con il lavoro nei campi. Oggi produce una vasta varietà di birre.

Belgio in auto: le Ardenne

Da Yvoir imboccate la N947 verso sud, seguitela per 1,5 km circa e quindi girate a destra, superando il ponte sul fiume. Poi, districandovi tra le varie rotonde, imboccate la N971 in direzione ovest. Dopo circa 6,5 km arriverete in vista delle rovine del Château Fort de Montaigle, quanto resta di una fortezza medievale situata alla confluenza dei fiumi Molignée e Flavion. Rimanete sulla strada principale e dopo pochi chilometri, arriverete a Sosoye.

Le foreste delle Ardenne

Sosoye è un piccolo borgo protetto su lato sud da una collina calcarea. Le sue case in pietra sono disposte intorno alla chiesa di Nostra Signora della Natività.

A poca distanza dal paese si trova la bella Abbaye de Maredsous, dove non potete perdervi una degustazione delle birre e dei formaggi che qui vengono prodotti. Si dice che sia la più grande birreria all’aperto delle Ardenne.

Da Sosoye tornate sui vostri passi e all’altezza del Grad Hotel de la Molignée girate a destra verso Falaën, altro bel paesino posto nel mezzo della dolce vallata del fiume Molignée. Passeggiando intorno al villaggio arriverete in diversi punti panoramici affacciati sulla valle. Partendo dalla piazza del paese, seguite le stradine per ammirare una trentina di case in stile tradizionale del XVIII e XIX secolo, raccolte intorno alla chiesa di St Leger e al maniero fortificato con le sue quattro torrette angolari.

A Falaën girate a sinistra verso Onhaye/Dinant. Dopo circa 4 km, dopo aver attraversato una fitta foresta, arriverete in vista di un altro castello: il château de Weillen. Qui dovete continuare a seguire le indicazioni per Onhaye, guidando verso sud, fino a raggiungerlo.

Il castello delle fiabe

Da Onhaye imboccate la N97 in direzione est e dopo aver superato il ponte sulla Mosa imboccate l’uscita in direzione Celles. Arrivati in paese potete fare una breve deviazione (2,5km) verso il Castello di Vêves. È un piccolo ma ben conservato maniero, molto suggestivo per le sue torri con i tetti a cappello di fata.

Il castello è considerato un importante esemplare dell’architettura militare del XV secolo. Le fondamenta del primitivo castello sembrano risalire all’epoca di Pipino di Herstal (670-714). Fu distrutto e poi ricostruito più volte.

Belgio in auto: le Ardenne
Il castello di Vêves

Tra le vie di Celles potete visitare la Collegiata di St Hadelin, le antiche case in pietra e un curioso riferimento storico: un carro armato Panther, che segna il punto in cui l’avanzata dell’esercito tedesco fu fermata, il 24 dicembre 1944, durante la Battaglia delle Ardenne. È ben visibile dalla strada, proprio difronte ad un ristorante, che non poteva che chiamarsi «Le tank».

Da Celles, proseguite verso sud, sulla N94, la strada attraversa paesaggi incantevoli, tra campi coltivati, fitti boschi e basse colline. Dopo circa 9,5 km imboccate la A4 in direzione sud, e dopo altri 23 km circa prendete l’uscita verso St Hubert. Al congiungimento con la N40 girate in direzione Dinant e poco dopo imboccate la strada sulla destra per Smuit. Seguitela fino a raggiungere il paese e poi puntate verso nord imboccando Rue de Mirwart. Proseguite lungo la strada principale, seguendo le indicazioni per Mirwart, ed attraverserete splendidi boschi, ideali per un picnic e per una passeggiata, circondati da querce, faggi e abeti.

Dopo circa 6,5 km raggiungerete finalmente il castello di Mirwart.

Viaggio in Belgio: un antico villaggio che sorprende

Mirwart vi stupirà certamente. Mentre pensavate di esservi persi nel mezzo dei boschi, in un territorio quasi disabitato, vi apparirà come all’improvviso questo villaggio medievale in grande stile. È immerso nel mezzo del nulla, lontano dai centri abitati più importanti, stretto tra la fitta vegetazione, immerso in una tranquillità quasi irreale.

Le antiche case in pietra e a graticcio sono allineate verso l’ingresso del castello.  Questo, fu costruito nel Medioevo su uno sperone roccioso, nel VIII secolo, fu ristrutturato nel XVIII secolo come residenza per il tempo libero ed è oggi un hotel. In paese visitate anche la curiosa ghiacciaia d’altri tempi, una costruzione semi-interrata, datata 1860, anticamente utilizzata per conservare il ghiaccio naturale estratto dal vicino stagno durante l’inverno.

Ai lati della via principale vedrete la chiesa neogotica di San Rocco, affacciata verso il castello, mentre sul fondo del paese, dove si incrocia il fiume Lomme, si trovano le vasche delle peschiere del Domaine Provincial.

Sul retro della chiesa vedrete la statua del Seminatore, emblema locale e marca di birra paesana, ricorda la vocazione contadina di questi luoghi.

Ardenne: una natura rigogliosa

Dal castello di Mirwart dovete ripercorrere la stessa strada che avete seguito per arrivarci, fino a tornare sullo svincolo con la A4. Invece di imboccare l’autostrada, proseguite però verso ovest sulla N40 fino a raggiungere la rotatoria dell’Hotel La Barrière de Transinne. Qui girate a sinistra imboccando la N899 in direzione Bouillon. Anche questo tratto di strada vi porterà ad attraversare una vegetazione rigogliosa, tra boschi e ampi appezzamenti di terreni coltivati.

Belgio in auto: le Ardenne

Il merito di questa natura lussureggiante è anche del clima, che da queste parti è caratterizzato da temperature solitamente miti e, soprattutto, frequenti piogge. Condizioni meteorologiche peraltro piuttosto comuni per tutto il Belgio.

Anche se quanto vi sto descrivendo corrisponde ai paesaggi che troverete viaggiando da queste parti in primavera o in estate, le Ardenne sono splendide da visitare anche in autunno o in inverno. Certo dovrete sopportare un freddo pungente, ma i colori della natura in queste stagioni sono comunque molto suggestivi: dal rosso delle foglie, al bianco della neve e delle gelate mattutine.

Dopo circa 6,5 km arriverete a Maissin. Qui, mantenetevi sulla strada principale (N899) seguendo ancora le indicazioni per Bouillon, ma appena fuori dal paese dovete girare a destra, in direzione Our. Solo 4 km e arriverete in questo splendido borgo antico.

Viaggio in Belgio: da un castello all’altro

Verrete accolti in paese da un enorme magazzino di forniture edili, ma dopo poche centinaia di metri i capannoni lasceranno spazio alle antiche case in pietra, immerse in un dolce paesaggio bucolico.

Il borgo si sviluppa attorno alla Eglise St-Laurent, ricostruita nel 1820, che si erge su un promontorio nel mezzo di un cimitero murato.

Il paese è attraversato dal corso tortuoso del piccolo torrente Lesse e sono caratteristici i piccoli ponti in pietra, datati XVIII e XIX secolo, che lo attraversano in differenti punti.

Lungo le vie del borgo troverete diversi cartelli che raccontano la sua storia, documentata da belle foto d’epoca. Tra fattorie grandi e piccole uscite dal paese in direzione sud e dopo circa un chilometro arriverete ad un antico palazzo: il Château-ferme des Abys. Si tratta di un ex castello feudale, dalle dimensioni molto contenute, con due torri e torre-portico del 1777. Oggi è un piccolo hotel che può ospitare fino a 15 persone.

Nei dintorni del paese potrete avventurarvi a piedi sulle colline che lo circondano, addentrandovi nelle foreste per splendide passeggiate rilassanti. In paese potete farvi sorprendere da un raffinato ristorante, come La Table de Maxime, forse un po’ costoso, ma con piatti davvero eccellenti, che gli hanno valso ben due stelle Michelin.

Ardenne: storie di vita campestre

Uscite dal paese mantenendovi sulla destra, su Rue de Graide e dopo circa 6,5 km arriverete in questo paese. Proseguite verso ovest, seguendo le indicazioni per Bièvre. Dopo circa 4 km incrocerete la N95 che va imboccata in direzione sud, verso Bouillon.

Dopo 4 km imboccate la strada sulla destra con le indicazioni per Bohan/Membre. Attraversate il piccolo borgo di Oizy e proseguite per altri 3,5 km circa, fino al bivio per Gros-Fays. Qui girate a sinistra e in meno di un chilometro arriverete in paese.

Situato in una radura nel mezzo di una vasta foresta, su un promontorio che offre una magnifica vista sulla valle della Semois, Gros-Fays è uno splendido villaggio dalle case costruite con la pietra locale. Una pietra estratta dalle vicine cave, ben visibili nel paesaggio. È un luogo ideale per passeggiare o fare lunghi giri in bicicletta, lungo uno dei tanti sentieri disponibili in quest’area.

Si può visitare l’ex fabbrica di tabacco, l’antica fabbrica di birra, una fattoria del castello del XVI secolo, una chiesa, un mulino. Un percorso interpretativo di 2 km con pannelli didattici permette ai visitatori di scoprire la storia di questo luogo passo dopo passo.

Viaggio in Belgio: le case dai tetti di ardesia

Tornate a ritroso a Maltournee, sulla N945 e girate a sinistra. Dopo circa 5 km arriverete a Vresse-sur-Semois (fate attenzione allo stretto bivio sulla destra nei pressi della stazione di servizio). Uscite dal paese attraversando il ponte sul fiume Semois e in breve arriverete a Laforêt.

Questo minuscolo villaggio agricolo sembra rimasto fermo nel tempo. Le case sono costruite intorno alla chiesa di Sant’Agata, e hanno tetti grandi e molto particolari, noti come «faisiaux» (gli scarti delle cave di ardesia). Poi noterete altri particolari tipici, come ingressi bassi, cuori portafortuna sui fienili, aperture a occhio di bue nei muri.

Un tempo il paese era circondato da campi di tabacco e ancor oggi si possono vedere gli essiccatoi, ma anche altri reperti del passato contadino della zona, come lavatoi, abbeveratoi e fontane. Laforêt vive però anche delle sue leggende, legate al fiume Semois, che dovrebbe offrire rifugio a fate e streghe.

Se capitate da queste parti in estate, potrete attraversare uno stretto ponte «stagionale», davvero particolare: il ponte di Claies. Viene costruito ogni anno a giugno con rami di nocciolo intrecciati posti su pilastri di legno. In settembre viene poi smantellato.

Le Ardenne francesi

Tornati a Vresse girate a sinistra sulla N914 in direzione Bohan/Membre e dopo aver superato questi due paesi, con la strada che segue le ampie anse del fiume Semois, arriverete al confine con la Francia. In questo breve sconfinamento entriamo nelle Ardenne francesi e proprio nel cuore del Parc naturel régional des Ardennes.

Passato il varco di confine continuate a seguire il fiume, entrando in un paesaggio che si fa sempre più montano. Attraversate Les Hautes-Rivières e poi Thilay. Poco fuori da questo abitato seguite le indicazioni per Tournavaux che raggiungerete dopo un paio di incroci. Un altro interessante villaggio, posto poco più a sud, è quello di Haulmé. Entrambi si trovano su un’ampia pianura, posta al centro di una valle.

Anche qui è possibile fare splendide passeggiate nei boschi della zona. Si può arrivare fino a La Roche aux Corpias (La roccia dei corvi) o proseguire fino al belvedere di Liry, da dove si può godere di un panorama fantastico sulla valle del Semois e sulla sterminata foresta delle Ardenne.

Ancora lungo la Mosa

Tornate sulla D31 e proseguite fino a Monthermé, splendido villaggio sul fiume Semois, dove non dovete perdere una visita all’Abbaye de Laval-Dieu. Questa abbazia fu costruita nel XII secolo, poi restaurata più volte a seguito di incendi. all’interno spicca la vetrata del coro, l’affresco restaurato nel 1999 e la magnifica boiserie settecentesca.

In paese potete fare un salto anche in un altro birrificio: la Brasserie de Monthermé (6 Rue du Dr Lemaire). È molto piccola ma i suoi prodotti sono interessanti. Anche se non siamo in Belgio, un assaggio si può fare. 

A Monthermé il fiume Semois confluisce nella Mosa e la strada ne segue ancora il suo corso, attraversando i fitti boschi che ricoprono i rilievi, seguendo le vallate che si formano nel loro complesso groviglio, a volte più larghe, a volte molto strette.

Raggiunto Fumay è il momento di rientrare in Belgio. Appena fuori dell’abitato seguite quindi le indicazioni per Oignies e dopo circa 2 km arriverete alla frontiera.

La N990 in circa 12 km vi porterà fino a Viroinval e qui dovrete imboccare la N90 verso Couvin, per raggiungere la nostra meta finale. Proseguite per circa 22 km e arriverete a Chimay.

Chimay: oltre la birra c’è di più

Chimay è una pittoresca città con una storia millenaria e una ricca cultura, conosciuta per il suo famoso formaggio e la rinomata birra trappista. Incastonata nella provincia di Hainaut, Chimay è una cittadina di dimensioni contenute ma di grande importanza storica. Il suo nome deriva dalla parola celtica Camiacum, che significa «luogo di colline». È nota per essere stata un importante centro di attività monastiche sin dall’VIII secolo, quando vi venne fondata l’Abbazia di Scourmont che è tuttora attiva e luogo di produzione della celebre birra Chimay.

l’Abbazia si trova circa 9 km a sud del centro cittadino, ma una visita è certamente imperdibile, sia per fare due passi tra i cortili degli edifici religiosi, ma anche per una degustazione a tutto tondo delle rinomate birre e dei formaggi.

Chimay città è circondata da colline ricoperte da fitti boschi, dove è possibile fare splendide passeggiate nella natura. Il suo nucleo storico è punteggiato da storici edifici in stile gotico e rinascimentale. Uno dei più interessanti è il Castello di Chimay, un’antica fortezza che domina la città dall’alto. Fu costruito verso la fine del IX secolo e al suo interno sono stati rinvenuti i resti di un’antica chiesa, eretta probabilmente intorno all’887.

Nel centro storico troverete molti negozi, caffè e ristoranti per rilassarvi in un ambiente accogliente e suggestivo. Il mercato settimanale è un luogo ideale per acquistare prodotti freschi e locali. Durante l’estate vengono anche organizzati numerosi eventi culturali e festival per tutti i gusti.

Per altri itinerari nordici, leggete anche il precedente articolo sulla Normandia. Se invece volete ispirazioni per i vostri prossimi viaggi oltreoceano, potete dare uno sguardo ai libri che ho pubblicato e propongono dettagliati itinerari, da percorrere in auto, sulle strade dell’America Latina e dell’Alaska.

Franco Folino

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