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Itinerario di viaggio in Scozia: quattro castelli e una distilleria

La Scozia è una splendida regione da scoprire in auto e gli itinerari da percorrere sono davvero molti. Oltre alle strade principali che disegnano il profilo della costa esistono una moltitudine di percorsi secondari, pieni di fascino, che portano tra vaste torbiere, dolci colline e laghi nascosti.

In questa occasione vi voglio proporre un percorso di circa 300 miglia (483 km) che da Aberdeen, nel Nord-est della Scozia, porta fino a Dunnet Head, la sua punta estrema settentrionale. Un percorso che, come dice il titolo, ci porterà a visitare quattro dei molti castelli presenti in Scozia, nonché una delle altrettanto numerose distillerie della regione.

Oltre a questi punti di riferimento, il viaggio ci porterà nella splendida brughiera collinare dove le strade serpeggiano seguendo il profilo dei rilievi. Seguendo vie secondarie, poco battute, entreremo nell’ambiente più autentico e tipico della Scozia. Luoghi dove si può restare per ore, complice la solitudine, ad ammirare il vento soffiare sui prati e il calar del sole sul mare o sugli specchi d’acqua dei laghi.

Viaggio in Scozia: le prime informazioni pratiche

La porta di ingresso privilegiata in Scozia è certamente Edimburgo, una bella città da visitare che certamente merita qualche giorno per essere scoperta a fondo. Qui si trova un aeroporto ben servito, dove atterra anche qualche volo diretto dall’Italia. La scelta si amplia però molto considerando uno scalo a Londra.

Anche Aberdeen ha un proprio aeroporto internazionale, ma qui non arrivano voli diretti dall’Italia e le soluzioni si riducono anche peri quelli con scalo. Per seguire l’itinerario che vi propongo, potete quindi arrivare a Edimburgo, visitare la città e poi trasferirvi, in auto, ad Aberdeen. Il tragitto è di circa 130 miglia.

Per quanto riguarda il clima, credo che se avete in mente un viaggio in Scozia sapete già cosa aspettarvi. Se già Londra è considerata una città piovosa, con il clima molto variabile, in Scozia la situazione è ancor più “umida”. In qualsiasi stagione viaggiate dovete essere preparati non solo a precipitazioni frequenti, ma anche a brusche variazioni di temperatura.

I mesi estivi, e in particolare luglio e agosto sono i mesi più caldi, con temperature medie di circa 19°C. Viaggiando in questo periodo godrete di un altro importante vantaggio: le molte ore di sole. Nella parte più settentrionale della regione non fa mai completamente buio.

In inverno le temperature sono decisamente più rigide, in particolare in gennaio e febbraio, quando le temperature massime diurne si aggirano sui 5-7°C.

Autonoleggio e alloggi

All’autonoleggio privilegiate auto non troppo voluminose. Le strade scozzesi sono a volte molto piccole, tanto da richiedere un passaggio alternato. Sono pavimentate e, nonostante il clima sfavorevole, solitamente sono tutte mantenute in buone condizioni. Solo, ricordate che qui si guida sulla corsia di sinistra, quindi per i primi chilometri, e in particolare quando si tratta di affrontare incroci e rotatorie, siate prudenti.

Per cercare di trovare le migliori offerte sulla piazza, potete usare un motore di ricerca dedicato alle auto a noleggio, come RentalCars.com che cercherà le proposte più convenienti tra le agenzie disponibili nell’aeroporto/città di destinazione.

Se volete avere sottomano una semplice e rapida guida che vi permette di affrontare il noleggio di un’auto senza il timore di fare errori e avere poi sgraditi imprevisti, leggete il nostro breve articolo “Le 12 regole per noleggiare un’auto senza sorprese“.

La scelta di alloggi in Scozia è abbastanza ampia. In linea di principio troverete tre tipi di sistemazione: Hotel in case storiche, hotel moderni e bed & breakfast. I primi sono evidentemente molto costosi, ma possono esserlo anche i secondi, pur non fornendo servizi sempre all’altezza. Gli ultimi sono certamente le sistemazioni più diffuse ed economiche, ma possono essere molto belli, con ambienti curati, decisamente migliori di molte delle strutture alberghiere vere e proprie. Poi, avrete la possibilità di capire com’è strutturata la vera colazione scozzese. Si tratta di una vera esperienza di vita, l’importante è non farsi spaventare, ma affrontarla con calma. Pensate al clima che vi aspetta fuori. In generale, ho notato che più si sale di latitudine, maggiore è il numero delle uova che viene portato a tavola.

Per la scelta degli alberghi dove soggiornare potete fare qualche ricerca nei più importanti siti di ricerca online, come Hotels.com o Booking.com. Per le principali informazioni sulla Scozia, una buona risorsa online è il sito VisitScotland.

Dunnottar castle

Entriamo nel vivo del nostro itinerario, mettiamoci al volante e una volta partiti da Aberdenn puntiamo in direzione Edimburgo, per visitare il nostro primo castello, quello di Dunnottar.

Per raggiungerlo si deve seguire la A92 in direzione sud, fino a Stonehaven. Una volta raggiunta questa città, si deve seguire tutta la sua circonvallazione e prendere l’uscita di Montrose/Arbroath, mantenendosi sulla A92. A poco più di un miglio da questo svincolo troverete le indicazioni per il castello che vi inviteranno a svoltare a sinistra. Ancora poche centinaia di metri e arriverete al suo parcheggio.

Il fascino di questo maniero sta soprattutto nella sua posizione: proprio sopra un promontorio di roccia affacciato sul mare.

Il castello di Dunottar.

La sua storia inizia nel 600 e prosegue poi negli anni con successivi rimaneggiamenti e cambi di proprietà. Così la prima costruzione in argilla e legno viene via via fortificata, fino a quando, agli inizi del 1700, viene smantellato. Il castello è stato poi restaurato, ma è sostanzialmente ancora in rovina. Poco si può vedere della struttura originaria, ma nonostante questo è un luogo pieno di fascino, che lo visitiate con il sole o con la nebbia.

La prima volta che mi sono recato in questo luogo sono arrivato verso sera, quando era ormai quasi buio, e dal mare si è alzata improvvisamente anche una nebbia piuttosto fitta. Certo in quell’occasione ho perso parte della vista d’insieme del castello, ma il fascino che si sprigionava da quelle mura, comparendo improvvisamente tra la nebbia è davvero indimenticabile. Anche la vista del mare è scomparsa, ma il suono del suo infrangersi sulle scogliere sottostanti è rimasto intatto, come una perfetta colonna sonora. Aggiungete il garrito dei gabbiani che volavano tra le rovine del castello e il quadro vi sarà completo.

Come vi ho detto, il clima in Scozia è molto variabile, e anche in estate può piovere e far freddo. Quindi partite ben equipaggiati, per non perdervi momenti magici a causa delle intemperie. Dovete essere pronti a tutto!

Informazioni più dettagliate sul castello le trovate nel suo sito dedicato: Dunnottar Castle.

Banchory e Raemoir House

Per la nostra prossima meta cambiamo completamente ambientazione e dalla costa puntiamo verso l’interno per raggiungere un altro castello, quello di Kildrummy.

Da Dunottar potete attraversare il centro di Stonehaven e poi proseguire in direzione di Banchory, passando sopra la A92, oppure potete percorrere a ritroso le ultime miglia dell’andata, percorrendo la A92 fino allo svincolo Spurryhillock Ind Est/Stonehaven/Banchory. Quindi dovete aggirare il cimitero ed entrare in città, proseguendo poi in direzione di Banchory. Un buon navigatore potrà guidarvi nella scelta migliore valutando anche le condizioni del traffico.

Vi troverete così a viaggiare sulla A957, una stretta ma splendida strada di campagna che scorre tra le colline. Di tanto in tanto si attraversano piccoli ma fitti boschi, che creano un ambiente tipicamente montano, e i molti corsi d’acqua della zona.

Lungo la strada si incontrano piccoli borghi di case e fattorie isolate circondate da terreni coltivati, incastonate in un paesaggio che cambia in continuazione. Incontrerete diverse diramazioni, ma voi mantenetevi sulla A957, seguendo sempre i cartelli per Banchory. Vi accorgerete di essere nei pressi della città quando supererete il ponte sul fiume Dee. Poco dopo, allo stop, dovete girare a sinistra ed entrare nel centro abitato. Dal castello di Dunottar a Banchory si percorrono poco più di 12 miglia.

Nel pieno del centro abitato di Banchory, a circa 3 miglia e mezza dal ponte, fate attenzione, perché dovete imboccare la strada a destra, Raemoir road, seguendo le indicazioni Banchory Academy Sport Centre/Tillybrake Ind Est/Raemoir House. Vi troverete così sulla A980.

Appena fuori dal centro abitato entrerete nuovamente in piena campagna, fino a trovarvi difronte l’ingresso del Raemoir House Hotel. Qui dovete proseguire a sinistra, seguendo la A980 in direzione Torphins.

Raemoir House è un’antica dimora costruita in epoca georgiana, con vestigia che risalgono al 1690. Le aggiunte finali alla casa principale furono fatte durante l’era vittoriana, alla fine dell’800. È rimasta una casa privata fino al 1943, quando è diventato un hotel. Oggi è un luogo che può essere affittato per organizzare matrimoni ed altri eventi.

Il castello di Kildrummy

Attraversato l’abitato di Torphins si prosegue sulla A980 fino ad uno stop. Qui si deve girare a destra seguendo le indicazioni per Echt e subito dopo a sinistra per Alford, ancora sulla A980.

Il castello di Kildrummy. HARTLEPOOLMARINA2014, Creative Common 4.0 licence.

A circa 2,5 miglia troverete l’ingresso al Castello di Craigievar, un maniero massiccio con un corpo principale sormontato da torri appuntite. Lungo il nostro itinerario si trovano molti castelli, ma è inevitabile dover fare una scelta, salvo non si disponga di molto tempo.

Proseguendo verso nord si arriva al termine della A980, nei pressi di Alford. Qui si deve tenere la sinistra, in direzione Strathdon, e seguire la A944 verso Mossat/Kildrummy, anche superando un bivio sulla sinistra ed entrando sulla A97. Poche miglia e, dopo aver attraversato l’omonimo borgo, arriverete all’ingresso del castello di Kildrummy. Dal castello di Dunottar a quello di Kildrummy si percorrono circa 46 miglia.

Anche se non rimane molto della sua struttura originaria, questo antico maniero conserva un fascino particolare, per l’ambiente in cui è inserito e per la raffinatezza delle sue rovine. È uno dei castelli più estesi del XIII secolo della Scozia orientale.

Informazioni sulla visita si possono trovare nelle pagine dedicata dell’Historic Environmento of Scotland. Verificate con attenzione l’orario di chiusura, perché solitamente è verso le 4 del pomeriggio. Considerati i tempi del viaggio potrebbe rimanere poco tempo a disposizione per fare una visita con tranquillità.

Anche in questo caso il castello non è grande e la visita non richiede molto tempo. Vale la pena però farla in tutta calma. Le rovine del maniero si trovano immerse nel pieno della campagna, in una zona molto silenziosa e tranquilla, in parte circondate da alberi. Una situazione ideale per assaporare tutte le sensazioni che questo luogo può trasmettere, proiettando il visitatore nel tempo, sulle ali della fantasia.

Viaggio in Scozia: una stazione invernale, a 650 metri di altitudine

Andiamo verso il nostro terzo castello proseguendo verso sudovest sulla A97. Dopo circa 7,5 miglia si arriva un incrocio e si passa sulla A944 in direzione Strathdon. Mantenendosi su questa strada si continua ad aggirare splendide colline, incontrando frequentemente fitti boschi di abeti.

Dopo altre 8 miglia circa si deve mantenere la destra, imboccando la A939 in direzione Tomintoul. Da qui le colline si fanno via via sempre più brulle e gli alberi scompaiono. In breve, si arriverà a passare tra impianti sciistici: il Lecht Ski Centre. Non fatevi però ingannare dall’ambiente montano. Ci troviamo appena a circa 650 metri di altitudine, ma il clima scozzese invernale consente a queste piste di innervarsi a dovere. Ovviamente non vedrete discese mozzafiato, visto che i rilievi della zona sono solo piccole colline.

Poco dopo gli impianti invernali, troverete un bivio (non molto visibile) che porta a Well of Lecht. È una buona opportunità per fare quattro passi e sgranchirsi le gambe, oppure per fare un picnic. Lasciata la macchina al parcheggio, una breve stradina vi porterà all’interno di una stretta valle, sul fondo della quale scorre un piccolo torrente, e verso quello che rimane di una vecchia miniera di manganese.

Da qui si devono percorrere circa 5 miglia per arrivare a Tomintoul e ci si mantiene sulla A939, seguendo le indicazioni per Grantown on Spey, che si raggiunge dopo circa 14 miglia. In paese sono disponibili diverse sistemazioni alberghiere.

Attraversando la piccola cittadina si devono seguire le indicazioni per Nairn, sempre mantenendo la A939 e, se viaggiate nella stagione giusta, passerete tra sterminati campi di erica in fiore, arrivando a incrociare la A96 che vi porterà rapidamente a Nairn.

La città portuale di Nairn

Nairn è un antico porto di pescatori e può rappresentare un’ottima base per visitare i dintorni. Qui gli alloggi disponibili sono di vario tipo e per tutte le tasche. È una città famosa anche per il suo il Festival Internazionale di Jazz, che solitamente si tiene in agosto, e ospita musicisti da tutto il mondo.

Immagino però che sarete intenzionati ad ascoltare musica più “scozzese”, qualche ballata celtica, ma se capitate da queste parti proprio in agosto, e siete appassionati di jazz, potete trovare informazioni aggiornate sul sito web dedicato.

Potete fare due passi nel centro storico di Nairn, sulla High street, oppure passeggiare sulla lunga spiaggia affacciata sul Mare del Nord. Poco adatta ad un bagno, ma certamente adeguata per una dormitina in una tiepida giornata di sole, magari dopo aver mangiato un generoso cartoccio di fish and chips comprato nelle bancarelle dei dintorni.

Facendo base a Nairn si possono visitare i due ultimi castelli che voglio proporvi: Brodie e Cawdor. Al contrario dei due precedenti sono in un ottimo stato di conservazione, grazie ovviamente a successivi restauri, ed è possibile visitarli all’esterno e anche all’interno.

Il castello di Brodie.

Viaggio in Scozia: il castello di Brodie

Per raggiungere il castello di Brodie dovete lasciare Nairn sulla A 96 in direzione est e percorrerla per circa 6 miglia. Dovrete quindi girare a sinistra, seguendo le indicazioni per Dyke/Kintessack. Appena superato il passaggio a livello dovete girare a destra e vi troverete difronte a un bivio. A sinistra si trova l’ingresso pedonale al castello, che dista circa 800 metri, mentre la strada sulla destra porta all’ingresso per le auto e al relativo parcheggio.

Il castello di Brodie è un compatto maniero da cui spiccano due antiche torri merlate, poste sugli angoli opposti della costruzione. Dai suoi ripidi tetti spioventi spuntano massicci camini e torrette appuntite.

La costruzione originale fu eretta nel 1567 dal Clan Brodie che abitavano queste terre sin dal 1160 circa, assegnate loro da re Malcolm IV. Nel 1645 fu però distrutto da un incendio e successivamente, tra il 1824 e il 1845, riconvertito in casa padronale.

All’interno il castello è molto ben conservato. Si possono ammirare pregevoli mobili antichi, manufatti orientali e soffitti dipinti. Oltre al castello la visita si completa con percorsi immersi nella natura, dove si può camminare tra curatissimi giardini, ammirando in particolare la collezione di narcisi, in compagnia di scoiattoli rossi e uccelli selvatici. Il maniero può anche essere affittato per matrimoni ed eventi privati.

Per trovare altre informazioni sul castello, visitate il sito web del National Trust for Scotland che ne è il proprietario.

Viaggio in Scozia: il castello di Cawdor

Il quarto e ultimo castello che vi propongo, il castello di Cawdor, si trova dalla parte opposta rispetto a Nairn. Per raggiungerlo dovete uscire dal paese in direzione sud, sulla B9030, seguendo le indicazioni per Cawdor/Croy. Dopo circa 6 miglia percorse su una stretta strada, che taglia la bella campagna scozzese, arriverete al cartello del paese di Cawdor. Qui girate a sinistra e in poco meno di un miglio raggiungerete il parcheggio.

Il castello di Cawdor e davvero molto bello, con la sua alta torre centrale, circondata da mura e altri edifici, e fiancheggiato da un piccolo torrente. Si accede nella sua parte interna attraverso un suggestivo ponte levatoio che supera un ampio fossato di cinta. Il portale d’ingresso è sormontato da una piccola campana e da uno stemma che riporta l’emblema del cervo reale a 12 punte e la scritta “Be mindful”, sii consapevole, che potrebbe peraltro suonare un po’ minacciosa.

Nella parte più alta della torre risaltano quattro garitte appuntite, poste su ciascuno degli angoli, mentre attorno al maniero si estendono magnifici giardini.

Le prime notizie su una fortificazione costruita in questo luogo risalgono al 1179 e sembra fosse preposta a controllare il fiume Nairn. Ad oggi non vi sono però tracce di questa costruzione. Successivamente fu eretta la torre principale, su quattro piani, che fu poi ulteriormente fortificata e a cui sono state affiancate altre costruzioni.

Il castello di Cawdor. David Sanz, (CC BY-ND 2.0)

Tra le varie leggende che aleggiano sul castello, una racconta che il Thane (conte) di Cawdor decise di costruire una nuova torre, maggiormente fortificata. Per scegliere il luogo dove erigerla si fece guidare da un sogno. Caricò così un forziere d’oro sul dorso di un asino e lo lasciò vagare per un giorno. Ovunque l’animale si fosse coricato a riposare la sera, lì avrebbe eretto il suo castello. Sembra che l’asino si sdraiò sotto un albero e proprio lì fu costruito il castello.

Una prova concreta che fa apparire reale questa leggenda è custodita proprio alla base della torre, dove si può ancora vedere, ben protetto, un albero pietrificato.

Tanto è stato il desiderio di verificare se questa leggenda fosse vera che sull’albero è stata fatta persino una datazione al carbonio. Il risultato è che risalirebbe approssimativamente al 1372 e sembra trattarsi di un agrifoglio. Proprio questo dettaglio rafforza l’ipotesi che nella leggenda ci sia un fondo di verità. L’albero potrebbe essere stato scelto come punto di riferimento, perché nella mitologia l’agrifoglio era considerato uno dei sette alberi sacri del Bosco Celtico, un luogo di culto per i popoli celtici. Le spine delle sue foglie erano assimilate alle spine della corona di Cristo.

Per maggiori informazioni sul castello di Cawdor, visitate il sito web del maniero.

Dai castelli alle cantine

Bene. Con questo vi ho portato a vedere una selezione di quattro tra i molti castelli di questo angolo della Scozia. Ora, per completare, non mi resta che portarvi a visitare un’altra “istituzione” scozzese: una distilleria.

Come per i castelli così anche per le distillerie è necessario fare una selezione. In Scozia se ne trovano molte, la maggior parte antiche e interessanti da visitare. Non solo per un assaggio del famoso whiskey, ma anche per assaporare tutti gli aspetti di una vera e propria tradizione locale, tramandata di generazione in generazione.

La distilleria che ho scelto per voi è la Dalmore, nei pressi di Alness.  

Partendo ancora una volta da Nairn bisogna imboccare la A96 in direzione di Inverness, superare questa città (da qui la strada diventa A9), dopo circa 35 miglia si arriva al bivio per la distilleria, ben indicato da cartelli che riportano le indicazioni per Dalmore distillery visitor centre.

La distilleria, che si trova proprio in riva al mare, ha una specie di legame con il castello di Cawdor: l’emblema del cervo reale a 12 punte. Quello che risplende sul culmine della porta di ingresso al maniero e che fu concesso anche a Colin of Kintail, Capo del Clan Mackenzie, da re Alessandro III nel 1263. Sembra che il re fosse stato puntato da un cervo e che Colin of Kintail lo salvò. Da allora lo stemma troneggia sul casato e, dal 1839, su tutte le bottiglie di whiskey prodotte dai loro discendenti. Ricorda questo evento un bel quadro, esposto alla National Gallery, dipinto da Benjamin West nel 1786.

COVID permettendo, la visita si snoda tra botti e grandi alambicchi di rame, immersi tra profumi inebrianti. Tra testimonianze storiche, assaggi e l’inevitabile shopping. Per maggiori informazioni sulla distilleria visitate il loro sito web.

Viaggio in Scozia: una strada suggestiva, tra colline e laghi

L’itinerario che vi voglio proporre non finisce però qui. Voglio concludere in bellezza portandovi a percorrere una delle più belle strade della Scozia, ma decisamente poco frequentata.

Quando si decide di viaggiare in Scozia ci si pone quasi sempre l’obbiettivo di raggiungere la sua parte più settentrionale: Dunnet Head. Solitamente si arriva a questa località viaggiando sulla A9, fino a Latheron, e proseguendo poi fino a Wick e John o’ Groats. Da qui partono i traghetti diretti alle isole Orcadi, separate da un breve tratto di mare, il Pentland Firth, che rappresentano una interessante estensione del viaggio in Scozia.

Da John o’ Groats in 14 miglia si raggiunge Dunnet Head, l’estremo promontorio con un caratteristico faro che, come ho detto, segna il punto più settentrionale della Gran Bretagna.

La prima volta che sono arrivato a Dunnet Head il tempo non è stato molto clemente. Piovigginava e una coltre di foschia copriva tutta la costa, tanto che i collegamenti per le Orcadi da John o’ Groats erano stati interrotti. Nei pressi del faro si sentivano le onde infrangessi sulla scogliera sottostante e nonostante il freddo e l’umidità devo dire che l’atmosfera era davvero molto suggestiva. In generale, se volete visitare la Scozia dovete saper apprezzare anche questi momenti, anche quando il sole non è splendente. Bisogna vestirsi adeguatamente e affrontare le intemperie. Solo così vi immergerete nella vera anima della Scozia.

Viaggio in Scozia
Il faro di Dunnet Head. Stefan Jürgensen; CC BY-NC-ND 2.0

Per raggiungere Dunnet Head voglio proporvi un itinerario alternativo. Partendo da Inverness arrivate fino a The Mound salendo sulla A9 (48 miglia circa). Qui voltate a sinistra sulla A839, seguendo le indicazioni per Lairg/Rogart. La strada scorre tra verdi colline e ampie praterie, costeggiando muretti a secco e fitti boschi di betulle. Dopo circa 14 miglia raggiungerete Lairg. Arriverete difronte ad un ampio ramo del Loch Shin e qui dovrete girare a destra, sulla A836, in direzione Tongue. Da qui la vegetazione si fa più rada e il nastro d’asfalto prosegue, a tratti restringendosi notevolmente, aggirando piccoli rilevi montuosi e colline tondeggianti. Qualche piccolo bosco di abeti rompe l’uniformità del paesaggio, mentre le torbiere si fanno via via sempre più frequenti.

La strada è decisamente poco frequentata e lungo il tragitto si incontrano pochi piccolissimi borghi e qualche casa colonica isolata. Il panorama a volte si fa così vasto e disabitato che sembra quasi impossibile trovarsi in Gran Bretagna.

Il paesaggio si fa ancor più bello quando la strada arriva a costeggiare tutto il margine occidentale di Loch Loyal e la parte più meridionale di Loch Craggie, correndo tra cespugli di erica e felci.

Da qui solo poche miglia separano dalla costa affacciata sul Mare del Nord. Nei pressi di Coldbackie troverete anche una bella spiaggia dove passeggiare. Una spiaggia bianca che in inverno può coprirsi di neve, ma che in estate può sembrare un paesaggio caraibico. Da qui circa 53 miglia vi separano da Dunnet Head. Un tratto di costa dove potrete scoprire altre piccole calette di sabbia e qualche castello diroccato.

Viaggio in Scozia: molto da scoprire, molto da amare

Con questa ultima suggestiva parte dell’itinerario si conclude il nostro itinerario di viaggio in Scozia. Come vi ho detto all’inizio gli angoli da scoprire in questa regione sono molte, a voi scegliere quelli che più vi interessano: i riferimenti storici, la costa, i laghi, le montagne o le grandi praterie collinari dell’interno.

Per avere con voi una guida sulla Scozia, vi consiglio “Scozia”, di Lonely Planet, oppure “Scozia”, di Feltrinelli.

Se vi interessano gli itinerari nei paesi del nord dell’Europa leggi anche il nostro articolo sulla Danimarca e sulla Bretagna.

Franco Folino

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