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Sulle strade della Cornovaglia, parte 1: la costa meridionale

Sembra una mano protesa ad afferrare qualcosa, in mezzo al mare. È un territorio non molto vasto, ma pieno di fascino, dove il sapore di terra di confine si percepisce in ogni suo angolo.

La Cornovaglia rappresenta l’estremità più orientale del Regno Unito, protesa nel Mare Celtico, tesa a formare il pilone di accesso settentrionale alla Manica.

Il suo nome antico, quando era unita al Devonshire era Totnes, derivato da Dod-Ynys, ovvero l’isola sporgente. Successivamente, nel X secolo si trasformò in Cornwealas, il corno gallese.

Viaggiare nelle strade di questa regione è estremamente piacevole e fonte di continue sorprese. Si incontrano costruzioni storiche, piccoli borghi di pescatori, caratteristiche ed animate città marinare, lunghe spiagge di sabbia chiara e ripide scogliere che fronteggiano un mare impetuoso.

Esplorando le piccole stradine della Cornovaglia si faranno sempre scoperte interessanti, sarà sufficiente farsi guidare dall’istinto per raggiungere qualche luogo caratteristico, dove farsi avvolgere nell’atmosfera magica di questo territorio.

Sulle strade della Cornovaglia

Guidare in Cornovaglia non presenta particolari difficoltà. Unico punto dolente sono le dimensioni delle strade. Se si escludono le principali vie di comunicazioni tra le città, molte delle strade da percorrere sono spesso di dimensioni minuscole. In sostanza passa a malapena una sola macchina. Quindi ci si trova ad imboccare vie così strette dove si guida nella speranza di non incontrare veicoli che arrivano in senso inverso. Già perché queste piccole viuzze non sono mai a senso unico. Del resto, non potrebbero esserlo, perché sono spesso le uniche vie per raggiungere piccoli paesini o la costa. A rendere ancor più preoccupante il tragitto sono poi i muretti a secco che delimitano questi percorsi, senza lasciare alcuna via di fuga.

Detto questo va però riconosciuto che il traffico in questi luoghi è talmente scarso che è molto difficile trovarsi in situazioni critiche all’incrocio con altre auto.

Il percorso che vi propongo è diviso in tre parti. In questo primo articolo vi parlerò del tragitto che corre sulla costa meridionale, fino a Mullion Cove, in occasioni successive vi guiderò sulla costa occidentale e in quella settentrionale. Se avete abbastanza tempo a disposizione, potrete così pianificare un percorso ad anello che segue tutto il profilo costiero della regione per chiudersi sul confine con il Devon.

Dalla direttrice principale si potranno poi fare molte deviazioni locali, per visitare luoghi particolarmente suggestivi, nascosti nella frastagliata linea costiera.

Siamo nel Regno Unito, si guida a sinistra

In tutta la sua lunghezza la Cornovaglia misura circa 120 km, quindi teoricamente non serve molto tempo per girarla in modo completo.

Tenete però presente che ogni luogo che visiterete, dalla semplice spiaggia, al castello, al piccolo paesino sulla costa, merita un po’ di tempo per assaporare la sua atmosfera unica. Per fermarsi ad apprezzare ogni piccolo particolare e comprendere la filosofia di vita di questi luoghi.

Non potete poi perdere una delle attrazioni principali della regione: il sentiero costiero, il Coast Path. Un ininterrotto percorso che copre ogni centimetro della costa cornica, correndo sul bordo delle scogliere e attraversando spiagge, prati e paesini. Un sentiero che in realtà si estende oltre i confini della Cornovaglia, fino al Devon.

Il South West Coast Path origina come percorso di pattuglia della guardia costiera per limitare il contrabbando. Ora accompagna i numerosi visitatori in una serie di Riserve Naturali Nazionali e Coste Patrimonio, cinque Aree di straordinaria bellezza naturale, due siti del patrimonio mondiale, una Riserva della Biosfera designata dall’UNESCO e un Geoparco, nonché un Parco Nazionale.

Per maggiori informazioni sul Coast Path della Cornovaglia visitate il sito dell’associazione che gestisce il sentiero, lungo ben 1.014 Km, andando da Minehead sul confine di Exmoor alle rive del porto di Poole.

Non potete perdere l’occasione di percorrere alcuni tratti di questo percorso. Per farlo è ideale affittare per alcuni giorni una casa che vi farà da base fissa per poi esplorare la costa dei dintorni.

In tutta la Cornovaglia si possono trovare splendidi cottage in affitto che possono ospitare da 2 a 16-18 persone. L’unica avvertenza è quella di prenotare con largo anticipo, perché sono molto richiesti.

Anche se la Cornovaglia può evocare quadri di mare tempestoso e freddi paesaggi nordici, in realtà il clima è particolarmente mite. Il merito è della Corrente del Golfo, quel flusso di acqua temperata che arriva direttamente dai Caraibi, dal Golfo del Messico, e dirigendosi verso il nord dell’Atlantico investe poi in pieno la costa della Cornovaglia. Mi è capitato di vedere in pieno gennaio prati verdi e margheritine in piena fioritura.

Gli unici elementi climatici che possono interferire con il viaggio sono la pioggia, piuttosto frequente, la nebbia, che però interessa prevalentemente la fascia costiera, e il vento. Tre elementi che possono sembrare ostili, ma che in realtà giocano un ruolo fondamentale nel creare l’atmosfera unica della Cornovaglia.

Arrivare in Cornovaglia

Per raggiungere la Cornovaglia il mezzo migliore è ovviamente l’aereo. L’aeroporto più vicino è quello di Newquay, situato nei pressi dell’omonima città, ma non ci sono voli diretti dall’Italia. Aeroporti alternativi, più distanti, ma spesso serviti da voli diretti, anche da compagnie low-cost, sono quelli di Bristol e di Londra.

Inevitabilmente però, scegliendo uno di questi scali, il trasferimento può richiedere diverse ore. L’aeroporto più vicino tra questi è quello di Bristol, che dista circa 180 km dai confini della Cornovaglia, da percorrere sulla scorrevole autostrada A30. Se arrivate all’aeroporto di Londra Stansted dovete aggiungere quasi 300 km in più.

In qualsiasi aeroporto arriviate, troverete gli uffici delle maggiori compagnie di autonoleggio. L’unico consiglio in questo caso è quello di prendere un’auto piccola, la più piccola che possa trasportare voi e il vostro bagaglio. Questo proprio per le osservazioni fatte in precedenza sulle dimensioni delle strade e per potersi muovere più agevolmente sulle strade di campagna e nei piccoli paesini della costa. 

Che arriviate da Bristol o da Londra, entrerete in Cornovaglia una volta superata l’ultima città del Devon, Plymouth, passando il lungo ponte sul fiume Tamar.

Per informazioni generali sulla Cornovaglia visitate il sito del Cornwall’s tourist board.

Si parte! Prima tappa Fowey

Una volta entrati in Cornovaglia la prima tappa del nostro viaggio è Fowey. È un piccolo paesino, posto sulla foce dell’omonimo fiume, distribuito sulle colline che delimitano lo sbocco al mare.

Per raggiungerlo bisogna proseguire sulla A38 fino a Dobwalls e quindi, alla rotonda, imboccare la A390 in direzione di St Austell. In questa rotonda termina il tratto autostradale a quattro corsie.

Dopo aver superato Lostwithiel bisogna quindi girare a sinistra sulla B3269 in direzione di Fowey. Fate attenzione perché le indicazioni non sono molto evidenti. Dopo meno di sei miglia si raggiunge la nostra meta.

Fowey è considerata come una meta mondana di alto livello. Cosa che contrasta con il carattere piuttosto rurale della Cornovaglia. Lo specchio d’acqua tra le due sponde del fiume è tempestato da gavitelli che assicurano una miriade di piccole barche.

Fowey

Non ci sono ponti che congiungono i due lati del fiume, ma solo traghetti che con frequenti corse trasportano auro e persone da un capo all’altro della baia. È molto piacevole passeggiare per le strettissime stradine del nucleo storico del paese, dove si possono osservare antichi edifici di origine medioevale. Qui potete trovare negozi di ogni genere, pub e affittacamere.

Alle due estremità dell’ingresso al mare si trovano due torri di guardia: il St. Catherine’s Castle e il Polruan Castle. La prima è quanto resta di un antico castello costruito su una sporgenza rocciosa da Enrico VIII, nel 1530. Una batteria da due cannoni fu aggiunta sotto la torre principale nel 1855, al tempo della guerra di Crimea, e fu ulteriormente potenziata durante la Seconda Guerra Mondiale.

La seconda è davvero solo una torre diroccata, vuota al suo interno, da dove si può però godere una bella vista della baia.

Eden Project

Nei pressi di Fowey si trova una delle attrazioni di cui la Cornovaglia è più fiera: l’Eden Project.

Questo Eden nordico è un enorme giardino ospitato in serre a forma di cupola, dove si trovano piante che arrivano da tutto il mondo. Potrete vedere piante tropicali, esempi foresta pluviale, ma anche piante mediterranee, come aranci e limoni, uliveti e girasoli. Insomma, la dimostrazione più evidente di quanto il clima della Cornovaglia sia mite. Si può trascorrere un giorno intero nella visita di questa vastissima esposizione di piante.

A Fowey è facile trovare sistemazione per la notte, in hotel o bed&breakfast. Sulla pittoresca Fore street si possono poi trovare una serie di ristoranti per tutti i gusti.

Tra spiagge e castelli

La nostra seconda tappa ci porta da Fowey a Truro. Si tratta di una breve distanza da coprire seguendo le strade principali, ma io vi porterò su percorsi decisamente alternativi e la lunghezza del percorso diventa circa il doppio. Vi assicuro però che ne varrà la pena.

Lasciata Fowey seguendo la B3415, puntando a nord, bisogna imboccare la A3082 a sinistra poco più di un miglio fuori città, seguendo le indicazioni per St Austell che si raggiunge dopo circa 7 miglia.

St Austell vale sicuramente una breve sosta, per passeggiare nel suggestivo centro storico, dotato di un’ampia zona pedonale, e per vistare l’antica chiesa della Santa Trinità, posta proprio nel mezzo del paese.

Uscendo dal paese dovreste incontrare un grosso incrocio composto da due rotonde. Qui dovete sostanzialmente procedere diritti, imboccando la B3273, lasciandovi sulla sinistra la sede di McDonalds e seguendo le indicazioni per Mevagissey.

Questa strada vi porterà tra dolci paesaggi campestri, collinari, spesso scorrendo sotto una fitta vegetazione di alberi. Dopo poco più di 3 miglia si inizia a fiancheggiare il piccolo borgo di Pentewan e dopo altre 2 miglia si arriva a Mevagissey. Anche questo è un piccolo paesino marinaro che merita una breve sosta. Il centro è molto caratteristico e anche il piccolo porto, delimitato da alti bastioni, merita una visita. Qui troverete anche un minuscolo acquario dove si possono vedere varie specie locali.

Il porticciolo di Mevagissey

Dovete uscire dal paese costeggiando il porto e mantenendovi lungo la costa. A circa 2,5 miglia da Mevagissey troverete un piccolo bivio. Dovete svoltare a sinistra in direzione di Boswinger, Penare. Da qui la strada si fa più stretta. A questo punto spero abbiate seguito il mio consiglio sul tipo di auto da noleggiare.

Dopo circa 300 metri si deve svoltare nuovamente a sinistra, seguendo il minuscolo cartello che indica Treveague Farm. Dopo poco più di un miglio, mentre la strada si fa sempre più stretta, ad un incrocio a quattro vie dovrete tenere la destra, e arriverete ad un recinto circondato da un muretto in pietra con la scritta “Car Park”. È il momento di lasciare l’auto e iniziare a conoscere il famoso sentiero costiero della Cornovaglia.

Lungo il Coast Path

Questo primo percorso da fare a piedi che vi propongo è circolare, di circa 4 km, e vi porta a Dodman Point. Dal parcheggio tornate all’incrocio a quattro vie e proseguite a destra puntando verso la costa. Dopo circa 500 metri dovete seguire il sentiero che inizia sulla sinistra e dopo poche decine di metri si congiunge con il mitico Coast Path. In breve raggiungerete il bordo delle scogliere, fino a raggiungere l’alta croce di pietra, eretta nel 1896, che segna Dodman Point e aiuta tutt’oggi i marinai a orientarsi lungo questo tratto di costa.

Il Dodman è il promontorio più alto della costa meridionale della Cornovaglia e vi regalerà viste spettacolari sul mare. Qui si pensa che già oltre 2.000 anni fa fossero presenti alcune abitazioni. Nei pressi della croce si trova anche una casa di guardia del tardo XVIII secolo. Un retaggio di quella che era una catena di stazioni di segnalazione dell’Ammiragliato, istituita per avvisare la Marina a Plymouth dell’arrivo di navi nemiche.

Da Dodman Point proseguite sul sentiero costiero, seguendo il profilo del promontorio. In poco meno di due chilometri, dopo aver goduto di splendide viste sulla costa, raggiungerete la spiaggia di Hemmick e qui, se la stagione è propizia, e siete attrezzati, potete fare anche il bagno. La spiaggia è di sabbia chiara, incastonata tra due alti promontori, e anche l’acqua del mare è particolarmente chiara e invitante, clima permettendo. Alle spalle della spiaggia troverete uno splendido cottage vittoriano in pietra. Un’immagine bucolica, quanto mai tipica della costa cornica.

Con il mare alle spalle dovrete imboccare la strada che si trova dietro la spiaggia, verso sinistra. Da qui, dopo circa 400 metri vi ritroverete al parcheggio.

Ripresa l’auto dovete ripercorrere la strada che porta alla spiaggia e che da qui porta al piccolo abitato di Boswinger. Arriverete ad uno stop, nei pressi del campeggio “Seawievs”, e qui dovete girare a sinistra per Caerhays. Continuando a seguire la strada principale, e per strada principale intendo uno stretto viottolo a una corsia completamente sopraffatto dalla vegetazione, dopo circa 2,6 miglia scorgerete sulla vostra destra delle antiche mura: sono l’ingresso al Caerhays Castle. 

Il Caerhays Castle

Il piccolo castello di Caerhays è parzialmente circondato da mura ed è conosciuto per possedere la più grande collezione di magnolie del Regno Unito. Un’altra testimonianza di quanto il clima della Cornovaglia non sia poi così terribile.

Questo castello normanno che sorge ai margini di un fitto bosco, a poca distanza dalla costa, sembra risalire almeno al 1200, ma le sue precise origini non sono note con certezza. Pur ospitando anche matrimoni, non è sempre aperto al pubblico, verificate orari e aperture sul sito web dedicato.

Dalla parte opposta del castello rispetto alla strada potete trovare un’altra piccola spiaggia, Porthluney Bay, certamente adatta ad una sosta balneare estiva.

Ripresa la strada, proseguite per altre 1,8 miglia fino al bivio per Portholland, ma fate attenzione, perché le indicazioni non sono molto evidenti. Qui girate a sinistra e dopo poco più di un miglio arriverete in una bella baia: Portholland, appunto.

Procedete sulla strada principale, seguendo le indicazioni per Tregony. Dopo circa 1,7 miglia arriverete alla fine della strada e dovrete girare a destra; dopo 500 metri a sinistra e dopo circa un chilometro ancora a destra; ancora 500 metri e raggiungerete la A3078, da seguire a sinistra in direzione St. Mawes.

Sarete felici di ritrovare una strada a due corsie, ma se non si affrontano anche le piccole strade della Cornovaglia non si riescono a scoprire gli angoli più belli di questa regione. So che viaggiare su strade così strette può mettere in ansia. Ma… almeno avrete il vantaggio di non dover fare attenzione a mantenere la corsia di sinistra.

Il St. Mawes Castle

La strada, con i suoi saliscendi che contornano le colline, torna verso la costa, ma non così vicina da farvi ammirare il mare. Per vederlo dovrete attendere di superare il piccolo abitato di St Just in Roseland. In realtà però non si tratta di mare, bensì del Carrick Road, che è l’estuario del fiume Fal.

La A3078 vi porterà dritti sulla punta di una stretta penisola, dove sorge il St. Mawes Castle.

Anche questa piccola fortezza fu costruita inizialmente nel programma di infrastrutture difensive voluto da Enrico VIII, nel 1540. È sostanzialmente una base di artiglieria a quattro piani. Si ergeva sulla costa rocciosa come deterrente per le navi ostili che avrebbero potuto tentare di avventurarsi lungo il passaggio del fiume. Dall’altra parte della baia si trova una costruzione molto simile, il castello di Pendennis, che completava il sistema di sorveglianza di accesso all’estuario.

Visitato il castello potete proseguire nel vivace paesino di St. Mawes per una piacevole sosta sui bastioni del porto. Da qui si godrà la vista della baia formata dallo sbocco del fiume Percuil, che a sua volta confluisce poi nel Carrick Road.

In paese si trovano anche molte sistemazioni alberghiere e ristoranti, potrebbe quindi essere un buon punto di fine tappa.

Da Falmouth fino alla Penisola di Lizard

Per riprendere il viaggio una buona scelta è quella di salire su uno dei traghetti che in 20 minuti circa portano a Falmouth. Una tratta, gestita dalla compagnia Falriver, assicura corse che in estate partono ogni 20 minuti circa dal molo di St. Mawes.

Falmouth è decisamente una bella cittadina, con circa 20.000 abitanti, dove è piacevole passeggiare. Dopo aver visitato il centro e il porto potete puntare sul Pendennis Castle e da qui, attraverso un sentiero raggiungere Pendennis Point, sulla punta del promontorio, per affacciarvi sulla Manica.

Completata la visita dovete lasciare Falmouth attraverso la A39, in direzione Truro, e seguire poi le indicazioni per Constantine/Gweek.

Dopo circa 7,5 miglia raggiungerete Gweek. Una volta superato il paese dovrete passare alcuni incroci, ma seguite sempre le indicazioni per The Lizard.  Vi troverete a viaggiare sulla B3083 in direzione sud, verso la costa e rapidamente raggiungerete l’abitato di The Lizard (La lucertola).

La baia di Falmouth al tramonto

La penisola di Lizard è la zona più meridionale del Regno Unito. In particolare, Capo Lizard è il punto più a sud delle isole britanniche. Deve probabilmente il suo nome a termine Lys Ardh, che in cornico significa “corte alta”.

Da The Lizard si dipartono a raggiera una serie di stradine che portano alle numerose insenature dell’omonima penisola. Sono tutte molto belle da visitare e, ovviamente, il modo migliore per farlo e lasciare la macchina e passeggiare sul sentiero costiero che le attraversa tutte.

Potreste parcheggiare la macchina nei pressi del faro di Lizard che sorge su un alto promontorio sul mare. Il sentiero passa appena sotto al faro.

In uno dei miei primi viaggi in Cornovaglia mi ero fermato a pernottare in un Hotel sulla costa. Nel cuore della notte ho cominciato a sentire uno strano suono, ripetitivo, che sembrava venire dall’esterno. Come se ci fosse un qualche tipo di macchinario in azione. Mi sono avvicinato alla finestra per sentire meglio e poi l’ho aperta. Mi sono reso conto che la camera era molto ben insonorizzata, perché il suono era fortissimo. Allora ho capito che si trattava del corno da nebbia del faro di Lizard.

Se alloggiate lungo la costa potrà capitarvi di sentirlo. Viene suonato quando nella Manica, lungo la costa, si forma una fitta nebbia e anche la stessa luce del faro può non essere chiaramente distinguibile dal mare.

Ho sentito lo stesso corno camminando nel tratto di sentiero che passa proprio sotto il faro. Vi assicuro che il volume è altissimo, però l’atmosfera davvero suggestiva. Era un tardo pomeriggio, il sole stava calando alle nostre spalle, il faro era già acceso e stava salendo la nebbia dal mare. Dal sentiero si sentiva il mare piuttosto agitato che si infrangeva sulle scogliere sottostanti. In pochi minuti la visibilità è diminuita drasticamente e il corno ha iniziato a lanciare il suo monotono impulso. Atmosfere della Cornovaglia. Non adatte a tutti.

La testimonianza di un italiano illustre

Un altro buon punto di partenza per percorrere il sentiero costiero è Mullion Cove. Per raggiungere questa insenatura dovrete tornare fino sulla A3083 a Penhale, da qui proseguire per Mullion e infine puntare a sud verso Mullion Cove. Qui troverete qualche casa e un piccolo ma massiccio porticciolo, con alti bastioni verso il mare e un lastricato di pietra come scivolo per portare in secca le barche.

Da qui imboccate il sentiero in direzione nord, passando proprio difronte al bellissimo Mullion Cove Hotel, un grande edificio bianco, affacciato sul mare, proprio nella sommità di un promontorio.

Mullion Cove e, in lontananza, il Marconi Center

Proseguendo sul sentiero arriverete alla spiaggia di Polurrian e dopo circa un chilometro raggiungerete una tappa importante del vostro viaggio: il Marconi Center. Qui troverete un piccolo museo e una stele commemorativa che ricordano l’esperimento fatto da Guglielmo Marconi nel 1901. In questo luogo Marconi costruì un grande trasmettitore, la cui antenna era alta ben 130 metri e poi si imbarcò su una nave per Terranova.

Il 12 dicembre 1901 tentò poi con successo la prima comunicazione radio transoceanica, mettendo in contatto questi due luoghi, distanti fra loro oltre 3.000 chilometri. Aveva così confermato la sua ipotesi: le onde radio potevano varcare l’oceano, seguendo la curvatura della Terra. Il messaggio trasmesso era in linguaggio morse ed era semplicemente la lettera S, tre punti.

Subito sotto il Marconi Center troverete un’altra bella spiaggia, molto frequentata in estate: Poldhu Cove.

Il sentiero costiero non ha fine, quindi sta alle vostre gambe decidere che distanza percorrere. Anche in questa zona si trovano molti cottage da affittare per avere una base stabile ed esplorare con calma la penisola.

Il viaggio prosegue

Si conclude così la prima parte del viaggio in Cornovaglia che vi voglio proporre. Seguiranno a breve altri tre itinerari in questa splendida penisola, ricca di sorprese naturalistiche e storiche.

Nella seconda parte vi descriverò il percorso che scorre nella parte più occidentale della Cornovalia, tra Helston e Godrevy Point. Nella parte, conclusiva, viaggeremo lungo la costa settentrionale fino a visitare il castello di Tintagel e la riserva naturale Hartland Cornwall Heritage Coast.

Franco Folino

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